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Bernard Cheviet, il Campionissimo di Francia 4/4

Bernard Cheviet Il 1980 è l'ultimo anno di Granaglia in nazionale, e segna anche l'ultima grande sfida con il campionissimo francese Bernard Cheviet. A Monaco Principato i due fuoriclasse si sfidano senza esclusione di colpi. L'Italia ha in campo Granaglia, Benevene, Suini e Sturla, mentre la Francia risponde con Cheviet, Berthaet, Chouvelon, Guillerminet. In semifinale gli azzurri superano la Monaco per 13-2 mentre i galletti battono la Jugoslavia con il punteggio di 13-5. La finale focalizza come al solito l'attenzione del pubblico sui due campionissimi, ma per Bernard non c'è niente da fare, ancora una volta il grande "Berto" ha la meglio su "BI Bi" come lo chiamano i francesi. Il tecnico Desgouttes manda in campo la stessa formazione vincente in semifinale, lasciando in panchina Boursier e Fernandez. Suini e Benevene accostano con precisione millimetrica, Sturla appoggia il suo capitano fino alla fine divenendo l'infallibile di sempre, Granaglia è il fuoriclasse che tutti conoscono e in qualità di secondo bocciatore, quando viene chiamato in causa non sbaglia le boccate decisive. Alla fine il risultato nei confronti dei cugini transalpini è addirittura umiliante, 15-2, con Granaglia che colpisce 11 su 13, con 4 ferme, Sturla 7 su 8 con 3 ferme, Benevene 4 su 4 mentre Chouvelon 16 su 21, con tre ferme, Berthet 8 su 12 e Cheviet nel ruolo di puntatore 1 su 4. Il premio per il miglo bocciatore del torneo, va a Nicola Sturla con 55 su 66, 11 ferme e 2 pallini, lo segue Chouvelon con 61 su 77 e 10 ferme, mentre Granaglia è terzo e Andreoli quarto. In questo mondiale Monaco raggiunge il terzo gradino del podio con Adondo, Gibelli, Francois, Paganelli, Sevilla e Verrando.

Prima di ritirarsi dalla nazionale Granaglia ha ancora la possibilità di cimentarsi con il blasonato rivale farncese, avviene nel 1981 nel match amichevole ad Alessandria per il trofeo "Piaggio", Granaglia sembra ancora in forma colpendo 81 bocciate su 97, mentre il suo rivale si ferma a 51 su 61. Ma l'intenzione di abbandonare la casacca azzurra, per Umberto, è una promessa che intende mantenere. Così da questo momento verrà a mancare a livello internazionale la sfida che ha caratterizzato gli ultimi venti anni il gioco delle bocce. A Novare, nello stesso anno (1981) , mancano tutti e due i fuoriclasse, Granaglia per il ritiro, Cheviet causa disturbi di salute. Questo mondiale a coppie è ancora a favore degli italiani Lino Bruzzone, Nicola Sturla e Mario Suini. Ma l'anno successivo ricompare Bernard, senza rivali deciso a vincere tutto. Senza il suo nemico numero uno, centra il suo sesto titolo iridato. Dopo un'assenza di due anni, Cheviet  con Berthet, Coulomb, Marillat, Perrier e Righetti elimina la Svizzera in semifinale 13-0 e batte in finale la rivelazione Jugoslavia 13-1 ! Cheviet a comando dell'armata, infila 9 vittorie consecutive, con otto cappotti, un vero record per i mondiali. Per Cheviet è un grande ritorno, aveva lasciato il suo pubblico nel 1980 con il successo a Lione a Place Bellecour in compagnia di Migirian, Fabre e Chouvelon.

Anche il 1983 per Cheviet è fantastico, dopo essersi aggiudicato il titolo di campione di Francia a quadrette, bissa il mondiale in Svizzera vincendo il suo settimo titolo ed ultimo, vittoria che lo porta in carriera al quarto posto fra i campioni iridati dietro a Granaglia, Sturla e Bragaglia, e attualmente (2012) alla pari con Lino Bruzzone, Baroetto e Macocco. Questo suo settimo alloro mondiale lo conquista battendo col compagno Berthet, la rivelazione del campionato, l'Australia di Chiumello, Zollo per 13-4 , Cheviet è ancora superlativo nella veste di puntatore, mentre Berthet infallibile nella bocciata, 16 su 16 con 3 ferme. Nella finale, il duo francese supera quello italiano, Aghem, Sturla per 15-14 solo dopo il tiro supplementare. La partita si è articolata in ben 26 giocate per la durata di 4 ore e 10 minuti, con gli italiani che venivano da una durissima semifinale vinta di misura sulla Svizzera di Mermod,Cecconi per 13-12 e che dovette far entrare la riserva Notti. Alla fine del torneo, il miglior bocciatore risulta ancora una volta Cheviet, con 45 centri su 51, 14 su 16 in finale e con una media generale dell' 88.23%.  Cheviet nel 1983, trionfa ancora a Place Bellecour con Berthet, Pellet, Ginet e Riviere. Nel mondiale di Spalato, invece la Francia di Cheviet deve inchinarsi all'Italia di Aghem, Bruzzone, Notti e Sturla con il punteggio di 15-6 Cheviet colpisce due pallini per la salvezza, ma questo non basta. Bernard trionfa invece nel 1984 nel trofeo Béraudier in coppia con Bouvet e si ripete nello stesso toneo nei due anni seguenti in coppia con Perrier. Sempre nel 1984 si fregia del titolo di campione di Francia a coppie con il compagno Bouvet e la riserva Perlo.

Tris di vittorie a Lione al torneo di Pentecoste, dove vince nell' 88/89/90 sempre con gli stessi compagni: Perrier, Combet, Noharet e lamblin nelle prime due volte e con Bilon al posto di Noharet nel terzo successo. Con questi tre successi consecutivi nel torneo più famoso del mondo, Cheviet stabilisce un vero record di successi nella Place Bellecour, 7 ! Porterà poi il suo record a 8, quando nel 2003, vincerà il suo ultimo trofeo a Lione con Perras, Dalmaz, Fernandez, ed il nostro Paletto. Ancora un successo nel Beraudiér nel 1993 con Perras e Cluzel mentre chiude la carriera con i successi nazionali con il titolo di campione di Francia a quadrette con Noharet, Lambin, Perrier, Combet, sempre a quadrette nel 1991 con Perras, Bilon, Perrier e Lamblin, ed ancora sempre a quadrette nel 1993 con Perras, Bilon, Cluzel, Condro e Lamblin e per concludere, il titolo francese a coppie nel 1994 ancora con i compagni Perras e Lamblin.

Si conclude così la nostra storia di un giocatore dalla carriera straordinaria, secondo solo a Granaglia come successi. Uno straordinario funambolo del boccismo, che penso dopo il suo ritiro ufficiale dalle gare internazionali, non abbia ancora trovato il suo vero successore, o l'uomo che possa oscurare le sue imprese. Granaglia e Cheviet, a mio modesto parere, rimangono i più grandi giocatori del dopoguerra. Non me ne vogliano gli altri, ma i colpi funambolici messi in mostra dai due campionissimi, sono stati sicuramente ad oggi inimitabili.

  

 

 

 

 

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