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Bernard Cheviet, il Campionissimo di Francia 1/4

Bernard Cheviet Se negli anni il confronto fra il francese Millon e il super fuoriclasse azzurro Granaglia, diede ragione al nostro "Berto", i galletti transalpini, dovevano trovare un nuovo campione da opporre all'Italia. E diciamo che furono fortunati, perchè nel momento iniziale del declino di Millon, in Francia nasceva un ragazzo prodigio, Bernard Cheviet. Questi si era messo in evidenza nel torneo più importante del mondo, nel Place Bellecour a Lione nella categoria "Cadetti", corrispondente alla nostra categoria "Alievi". Era il 1960, Cheviet appellato poi affettuosamente dal pubblico "Bibi", guidando la quadretta che comprendeva Grange, Paccoud e Riche, batteva in finale quella di Annecy, comprendente Rippert, Perego, Federico e Favot con uno score di 15 bocciate colpite su 21, con due ferme ed un pallino.

Subito gli esperti vedono nel ragazzo un futuro campione, sia per lo stile lineare nella bocciata, sia per la calma e la freddezza che caratterizzano un campione esperto. La conferma viene l'anno seguente quando sempre nello stesso ambito torneo, lo premia ancora vincitore a capo della quadretta Boule Tabareau Lyon, con Riche, Fournet, Dubouis che in finale battono Prudhon, Allarousse, Mazeron e Monnet del Ponte-de-Cheruy. Ma il successo che lo lancia nell'olimpo dei grandi è l'avvio del Bellecour, esibizione a coppie "Gentleman Bouliste" dove batte il campionissimo Granaglia, torneo poi vinto da Perego, Berger. Ma non importa, per i francesi è nata una stella.

L'anno seguente, è il 1962, Bernard ha l'onore di giocare con il grande Millon, e si aggiudica il torneo "Cinquantenario U.B. Annecy nella quadretta che comprende oltre al già citato Millon, anche Michel e Trinchero, battendo in finale gli affermati azzurri Baroetto, Caudera, Chianale e Roseo. Ma mentre il titolo francese che a fine carriera lo vedrà trionfare per ben 14 volte in varie specialità si fa ancora attendere, non tarda per Bernard quello Mondiale. E' il 1964, Cheviet con Millon, Queron ed Imbert a Losanna hanno l'arduo compito di rompere la dinastia dei 4 uomini d'oro, Granaglia, Macocco, Bragaglia, Baroetto iridati da tre anni consecutivi e della nazionale italiana campione del mondo da quattro anni. L'opaca prestazione degli azzurri facilita il lavoro del capitano Millon che coadiuvato da un prodigioso Cheviet hanno la meglio per 18-12.

Ma Cheviet non si ferma e non dorme sugli allori, a Casablanca l'anno dopo, 1965, con gli stessi compagni dell'anno precedente fa il bis iridato, ma sopratutto vince la sua prima Coppa Europa Principe di Monaco a Tolosa con Imbert, Carret e naturalmente Millon. Ma tornando al mondiale che per l'Italia fu una vera "Caporetto" battuta per 13-0 da Monaco, Cheviet e Millon, trovarono in questa stagione un gioco che sembrava non poter coesistere, i due galli nel pollaio, giocarono per vincere e non per dettare ognuno la propria supremazia. Negli anni successivi, invece vedremo come la rivalità fra i due campioni transalpini si farà sentire a scapito di vittorie di cui ne aprofitteranno i nostri campioni azzurri.


Il maestro in azione

Cro Lyon - Chiavarese 1992

 

Ora Cheviet è atteso alla corte del grande Re Umberto Granaglia, che non ammette di essere inferiore al nuovo astro nascente francese, ma di aver perso le sfide con il ragazzo, solo a causa di una quadretta, quella azzurra, invecchiata e con troppa ruggine. Cosa può esserci di meglio che una sfida testa a testa? Questo avviene nel 1965 al torneo individuale più importante del mondo, l'internazionale di Thuellin, dove scendono in pista ben 256 giocatori e che vede in semi finale manco a dirlo i due rivali, peccato che non si siano incontrati nella finale. E' un vero spettacolo. La folla ha occhi solo per i due contendenti, questa partita vale una finale. nell'altra semi finale si incontrano Marion e Vanin, giocatori non certo dal carisma degli altri due. Cheviet parte alla grande, la partita si snoda in 29 giocate e più di una volta Bernard accosta 4 volte in modo perfetto costringendo Granaglia a bocciare a sua volta 4 volte per ottenere uno 0-0. Il pubblico quasi tutto per Cheviet, comincia ad impallidire quando Granaglia conclude per ben 8 volte la manche a suo vantaggio con ben 8 ferme per cucire. Dopo 4 ore e 45 minuti, la giovane promessa, deve inchinarsi al super campione, Re Umberto. Il risultato finale sarà 15-13 per l'italiano. Granaglia farà registrare una media extraterrestre, 92.16 % con 47 bocciate colpite su 51 tirate e ben 15 ferme! Cheviet non può nulla avendo colpito 29 bocciate su 37 ed avendo impergnato l'incontro sull'accosto, rispetto al numero di bocciate dell'italiano. La finale non ha storie e Granaglia se l'aggiudica contro Vanin con un secco 15-0. Come già detto la vera finale era stata quella tra Granaglia e Cheviet. La rivincita per il giovane francese è solo rimandata. Per il momento il campionissimo resta sempre il nostro caro "Berto".

 

 

 

 

 

 

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Avatar di alberto
alberto ha risposto alla discussione #6891 12/01/2012 18:03
Ti ho mandato un messaggio personale, chiamami
Avatar di ron
ron ha risposto alla discussione #6890 12/01/2012 17:59
Hai fatto benissimo, Alberto, grazie. Mauro Ron. p.s. ho trovato qualche refuso nel mio articolo mi piacerebbe con "edita correggerlo" come faccio? Grazie Ron.
Avatar di alberto
alberto ha risposto alla discussione #6889 12/01/2012 17:54
Ho trovato un video su youtube in cui si può ammirare lo stile in bocciata di Cheviet Bernard, spero di aver fatto cosa gradita ad aggiornare l'articolo e renderlo pubblico.

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