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Umberto Granaglia, il campionissimo 15/18

Il mondiale di Macon

Granaglia La stagione alla Lancia, segnò anche l'ultimo successo di Granaglia nel campionato italiano a coppie. Disputatosi a lavagna, il "campionissimo" lo vince in coppia con Arrigo Caudera, la successione delle vittorie è significativa, battono Benevene, Selva (Tuttobocce) per 13-2, Granara, Noceti (A. Doria) 13-12, ed in finale Vay, Cavassa (Novarese SITI) per 15-4. In questo modo ci si prepara per il mondiale di Macon. Il campionato si snoda dal 5 all'8 ottobre,all'interno del Palazzetto delle esposizioni. Gli azzurri selezionati sono: Granaglia, Sturla, Suini, Paletto, Andreoli e Cavassa, esordiente nella massima competizione. La Francia risponde con Cheviet, Brun, Guillerminet, Boursier, Pardon, Fernandez, è un a nazionale rinnovata, con atleti giovani, vedi Boursier che ha soli 19 anni. Manco a dirlo, le due rivali si ritrovano in finale, e la partita sembra non finire mai, Cheviet ha un attimo di declino il capitano francese passa da secondo bocciatore a secondo puntatore. E' in questo momento che l'Italia non sfrutta la favorevole occassione , Bernard si riprende e si salva tre volte sul pallino ridando vita alla sua quadretta. Si giunge sul risultato di 12-12 ed il tempo trascorso dall'inizio supera già le sei ore. Mentre Paletto è impeccabile negli accosti, gli altri alternano giocate spettacolari a momenti per nulla felici. Granaglia e Suini cominciano a discutere a volte in modo non proprio sereno. Andreoli aveva cominciato con due ferme nel quadro, poi si era disunito, ma alla fine si riprendeva con 20 bocciate colpite consecutivamente, da grande campione che è. Alla fine ha la meglio la compagine transalpina, la formazione di Cheviet ha la meglio sull'Italia per 15-12, il campione francese raggiunge a quota 4 maglie iridate Robert Millon, Pioz, Reffet e Marius Million. La cosa straordinaria di questa finale, è ancora una volta il tempo impiegato a disputarla, quasi una giornata di lavoro, 7 ore e 18 minuti, record per una finale ai 15 punti, 31 le mani giocate.

Questa del 1978 è stata per Granaglia una sporadica permanenza nel Lancia, a dicembre, è già in campo con la nuova maglia dell'Accorsi Tuttobocce Torino, un'anteprima per il "Berto" sarà l'11° Gran Prix di Ginevra, con la presenza di 142 quadrette con la partecipazione di Italia, Francia, Monaco e Svizzera, che si cimentano nel Palazzetto delle Esposizioni. Subito 7 vittorie all'insegna dello spettacolo per il Tuttobocce di Granagia, Andreoli, Benevene e Selva. Buone anche le altre prestazioni delle formazioni italiane edi quelle di Fossano, Torino e Biella. In finale, l'Accorsi batte la formazione dell'Annecy che schiera Chappaz, Fernandez, Condreau, Bouloud, il risultato a favote del Tuttobocce sarà di 13-5. Nella trasferta del Tuttobocce mancava all'appello Bragaglia che aveva accusato un risentimento di un vecchio incidente ad un ginocchio.

La stagione 1979, vede l'introduzione della formula a tempo, per evitare le lungaggini di incontri che potessero durare 5 o 6 ore. Il dubbio sull'impatto dei giocatori rispetto alla nuova formula, abituati a giocare senza limite di tempo, ed ora costretti a giocare dando un'occhiata all'orologio, e non potendo più attaccare il pallino di continuo come prima si faceva. Nelle gare invernali si era già adottata la nuova formula. Diciamo però che la vecchia guardia fece resistenza alla nuova innovazione, dicendo che il gioco sarebbe stato mortificato specialmente negli incontri a quadrette. Bisognava entrare in un'ottica diversa, cambiare mentalità di gioco, per dirla in breve. Ben presto le formazioni ed i campioni si abituarono, e le nuove regole, adotate nel campionato di società ebbero successo. Vinse la Lancia/Caudera, Sturla, Bruzzone, Vay e Cavassa. La lancia totalizza 28 vittorie, contro le 25 di Granaglia, ma con un distacco di 26 punti in classifica, al posto d'onore si classifica la Ciriacese, che nella prova unica a quadrette disputata ad Asti si aggiudica il titolo con Micheletta, Ceresa, Macario, Spinello che in semifinale battono la Lancia/Caudera per 13-4. La squadra di Granaglia, subisce addirittura un cappotto contro il Bertolotti Volpiano, capitanata da Gremo, con Minuto, Luotti, Gregori, che estromettono in semifinale la formazione dell'Accorsi.

Male a Granaglia va anche il campionato a coppie, ma si riprende in quello individuale che si disputa a Pinerolo, e che permette al Campionissimo di fregiarsi del 40° titolo italiano. In semifinale, Umberto batte Suini 13-7 con 22 centri su 24 con 3 ferme e in finale Bartolo Minetti del Nizza Sidernord con il punteggio di 15-7 con 31 colpite su 35, con due ferme.

Il mondiale di Melbourne

Ora c'è l'appuntamento più importante quello iridato. Si disputerà a Melbourne, in Australia, dove Granaglia nel 1976 si era creato una popolarità immensa e dove aveva palesato di voler tornare magari in età avanzata, per vivere la sua pensione in un ambiente faliliare e fraterno. Dopo due anni di astinenza e di ripetute vittorie dei francesi. Essendo un mondiale a coppie, vengono scelti i tre giocatori che si alterneranno, e tutti e tre risultano dell'Accorsi Tuttobocce. Nel bocciodromo coperto del "Circolo Veneto Club", di Melbourne Granaglia, Selva e Benevene, danno spettacolo. Si inizia con Selva, Benevene e poi con Granaglia, Benevene, e nella finalissima questa coppia si scontra per il titolo con quella di Cheviet-Berthet, figuratevi che un bocciatore come Benevene, inizia come puntatore, lasciando il ruolo di colpitore ad Umberto. Durata della finale 3 ore e sviluppata nell'arco di 16 giocate. Entrambe le formazioni erano arrivate alla finale senza subire sconfitte. L'Italia superando nell'ordine Jugoslavia, Lussemburgo e Stati Uniti ed in semifinale la Svizzera. Ed ecco il ruolino di marcia della finale: si parte all'insegna del gioco spettacolo e dopo 6 giocate si è sul risultato di 3-3. Dopo due ferme di Berthtet, Cheviet tenta la bocciata che vale tre punti, quattro al trucco sulla boccia di Benevene. Quest'ultima viene solo sfiorata, e portata avanti quanto basta per vendere il punto all'Italia. Da un probabile 7-3, la Francia si trova sotto per 3-4. Questa manche, scompina psicologicamente i francesi, e alla 9a giocata, arrivano i colpi che fanno esplodere il palazzetto. A due precisi accosti di Cheviet, Granaglia risponde con due ferme, poi Berthet piazza due precisi punti, ma Granaglia e Benevene colpiscono. Allora Berthet piazza una boccia a fianco a quella di Granaglia e Benevene la colpisce facendo segnare un'altra ferma, poi colpisce l'ultima boccia rimasta in campo, quella di Cheviet e ancora con una ferma! Sono 4 punti per gli italiani che si trovavano sotto per 4-6 ed ora conducono per 8-6! La partita continua con la seguente metamorfosi: 9-6,11-6,12-6,14-6, Berthet annulla sul pallino e poi l'Italia è Campione del Mondo! Dopo tre tentativi sul pallino di Cheviet, mancati, i transalpini devono arrendersi. E' un vero tripudio. Gli italo-australiani fanno una festa mai vista, sono commoventi. Ed ecco le medie della finale: Granaglia 28 su 29 con 8 ferme, 96,55% la media, Benevene 8 su 9 con tre ferme! Berthet 20 su 23 con 7 ferme, e un pallino colpito su 5 tentativi, Cheviet 2 su 3. A Granaglia va anche il premio di miglior bocciatore del Mondiale, con 66 centri su 74 e con 16 ferme, 89,18 % la media.

Dopo il mondiale, incontro magico Italia-Francia disputata a Cuneo, pove l'incontro individuale fra Granaglia e Cheviet, è stato del tutto spettacolare e dopo tre ore di gioco, Umberto la spuntava 13-10. Un'annata proficua per il campionissimo che inanellava 22 primi premi tra i quali: Salice, Alesandria, Nichelino, Spilimbergo, San donà del Piave, Aosta Alassio, SanRemo, Sarzana, Arquata Scrivia, Conegliano Veneto, Alpignano, ancora Alessandria, Alpignano e Villar Perosa, poi a Francoforte con Benevene e Selva e al torneo Internazionale a quadrette di Aix-Les-Bains. Nella stagione 1980, il campionissimo non è ancora sazio di vittorie e ad Albenga, si aggiudica anche il secondo campionato Europeo denominato Coppie/Quadrette. Umberto gioca nella squadra con Benevene, Vay, Suini e Granara, una vittoria scaturita ancora una volta ai danni della nazionale francese che ha in campo Remond, Cluzel, Pellet, Chouvelon e Perrier, 122 anni in cinque ed escludendo i grandi Cheviet e Berthet, deve essere la prova definitiva dei francesi valida come trampolino di lancio per le speranze emergenti in suolo francese. Svizzera e Slovenia, si mettono in evidenza, la alla fine la finale è ancora fra le due rivali di sempre. La nuova formula di questo mondiale era imperniato per ogni incontro, di una partita a quadrette, quattro individuali e due a coppie con un punteggio rispettivamente di 4, 2. e 3 punti.

L'ultimo titolo mondiale

Dall'Europeo al Mondiale il passo è breve, da Albenga si va a Montecarlo, dove la competizione iridata si disputa dal 9 al 12 ottobre e vede Granaglia non solo vincitore ma stabilire una serie inimitabile di successi, che per ora nessuno è riuscito nemmeno ad eguagliare, 13 Mondiali, Un Campionato Europeo, e 11 coppe Europa Principe di Monaco. Quello di Monaco è anche l'ultimo titolo mondiale per Umberto Granaglia, che dopo essere riuscito a coronare questo successo, decide di non indossare più la maglia azzurra, decisione irrevocabile. Ma vediamo da cosa prende forma questa decisione. La stagione, era iniziata con notevoli successi per il campione dell'Accorsi Tuttobocce, la vittoria a Torrazzo Biellese, dove Granaglia, Bragaglia, Andreoli e Selva avevano superato in finale la Lancia addirittura per 13-0, al Trofeo città di Genova con Granaglia, Roberto, Finello, Terzolo, e con il successo del campionato italiano a squadre, "Trofeo Bosso" ex "Trofeo Martini", aggiudicandosi anche il titolo italiano a quadrette prova unica, con Granaglia, Andreoli, Benevene, Selva, poi, a fine stagione l'inattesa decisione di Geanaglia di non indossare più la maglia azzurra, decisione che prende in contropiede i vertici della Federazione che non si sarebbero mai aspettati di dover fare a meno del Campionissimo. Granaglia manda una lettera al Presidente dell'UBI nella quale esprime i motivi del suo gesto. Per parecchio tempo questa missiva viene ignorata e messa a parte senza essere pubblicata. Forse speravano tutti che il campionissimo tornasse sui suoi passi. Nel mondiale a coppie disputatosi a Novara nella stagione successiva, vennero convocati Sturla, Suini e Bruzzone e Granaglia mantenne la promessa, "Largo ai giovani" come dichiarò nella lettera, e non partecipò. Gli azzurri tra l'altro si aggiudicarono il titolo iridato contro i francesi privi di Cheviet che palesò le stesse motivazioni di Granaglia. In realtà a distanza di anni, oggi possiamo assicurare che le cose non andarono come la Federazione cercò di far credere alla stampa. Granaglia come già detto lavorava alle dipendenze di Benevene, Selva, e per curare i propri interessi aveva bisogno di un numero maggiore di ore che non gli permettevano più di allenarsi in vista di impegni internazionali. Chiese allora alla Federazione di internenire con un "Bonus" a suo favore nel caso di impegni con la nazionale. Si trattava di una "Diaria" che soperisse il mancato guadagno. La Federazione però non poteva accettare, perchè nella normativa Federale non esisteva questa possibilità. Chi pensava che Granaglia si ritirasse dalle prove con la nazionale perchè non più in grado di sostenere gare sulle lunghezze di due giorni, sbagliava, Granaglia, non indossò più la maglia azzurra perchè doveva curare il proprio lavoro. Tornando al mondiale di Monaco, dopo questa lunga parentesi, dobbiamo dire che l'Italia, con Granaglia, Sturla, Suini, Benevene, Selva e Andreoli, si trovarono in ritiro nel Principato e l'atmosfera è gioiosa. l Girone dell'Italia vede sorteggiate le nazionali di U.S.A: , Algeria, Jugoslavia, Spagna e Belgio, nel ruolo di primo bocciatore Andreoli e Granaglia a fargli da spalla con gli altri che ruptano nei loro ruoli. Superato il girone, l'Italia in semifinale si sbarazza di Monaco, verrando, Sevila, Gibelli, Paganelli, con il punteggio di 13-2 e nell'altra semifinale la Francia supera la Jugoslavia per 13-5. Il D.S. Robotti inserisce nella quadretta italiana Benevene al posto di Selva che gli è sembrato un pò incerto nella semifinale al quale si affiancano Sturla, Suini e naturalmente capitan Granaglia. In panchina con Selva, il poco soddisfatto della scelta del tecnico è Beppe Andreoli. Ma incredibile la scelta di Granaglia che ottenne di giocare nel ruolo di primo bocciatore. Sturla fece il secondo bocciatore e Benevene il secondo puntatore; il Campionissimo volle concludere in bellezza come nel 1957 a Beziers, quando si laureò per la prima volta campione del mondo, sapendo che questo sarebbe stato il suo ultimo mondiale e volendo lasciare al pubblico una eccellente impressione, per Cheviet, Berthet, Chouvelon e Guillerminet, non ci fu nulla da fare. Suini e Benevene accostano con precisione, Sturla sorregge validamente Granaglia e Umberto si dimostra il fuoriclasse dei bei tempi...15-2 per l'Italia, il "Berto colpirà 11 su 13 con 4 ferme, Sturla 7 su 8 con 3 ferme e Benevene 4 su 4. Nicola Sturla otterrà anche il premio com miglio bocciatore del torneo con 55 bocce colpite su 66 con 11 ferme e 2 pallini. Con questa prestazione e questo 13° titolo mondiale vinto da Granaglia, cala il sipario sul "Campionissimo" per quanto riguarda gli impegni con la nazionale. Per la cronaca, Umberto Granaglia ha indossato nella sua carriera 103 volte la maglia della nazionale, record eguagliato anni dopo da Nicola Sturla.

 

 

 

 

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