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Umberto Granaglia, il campionissimo 13/18

Granaglia Il 1976 si conclude con la "33 ore" a coppie di Ginevra, protagonisti Granaglia, Suini e Riccardo Tamagno, ma atenzione, Granaglia indossa la casacca della Lancia, un altro fulmine a ciel sereno, infatti in questa società giocherà il biennio 1977, 1978.

La stagione 1976 è stata segnata anche da due lutti, quello di Robert Millon, colpito da infarto, come già in precedenza citato su, di un campo di Gap, suo paese natale a Torino poco più di un mese dopo, di Tano Parigi, giocatore molto abile negli anni 30/40, e trainer nel dopo guerra del centro Sportivo Fiat settore bocce.

Non si hanno spiegazioni plausibili del perchè del cambio di casacca del campiomissimo. Alla Lancia lo raggiunge Mario Suini che proviene dal Pianelli Traversa. Umberto a Echirolles si aggiudica la 7a edizione della coppa "Noel", con Bruzzone, Caudera e Macocco. Un fine stagione 76 che riabilita un poco Granaglia dopo una non esaltante stagione nazionale. Per il 1977 il trofeo Martini escogita una ennesima nuova formula con un torneo di qualificazione per le tredici compagini che si incontrano in quattro giornate a girone all'italiana di sola andata, le prime 8 vanno alla poule-scudeto, le rimanenti al girone di salvezza per non retrocedere in altre quattro tappe con partite di andata e ritorno.

Per quanto riguarda i cambiamenti di casacca ecco acuni cambiamenti oltre a quelli già citati: Baroetto passa alla Pianelli Traversa, mentre Giancarlo Bragaglia indossa la maglia dell'Olimpia Vercalli raggiungendo Priotto,Miniero e radice, mentre nasce la nuova società Torino Tuttobocce che schiera Selva, Benevene, Zeppa, Clerico, Negro. Aghem emigra alla Barbano Savona, con Pisano, Dentone, Enrico Botto e Anulare. Alla vigilia della Targa D'Oro città di Alassio, giunge la drammatica notizia che nella notte del 9 marzo a Settimo Torinese, muoiono in un terribile incidente stradale Mario Gremo e Adolfo Emanuelli, i due campioni molto noti nell'ambito delle bocce nazionali, mentre Franco Dallolmo pur gravemente ferito se la caverà con una lunga degenza. Un grave lutto per lo sport delle bocce e soprattutto per la società Boule D'Or Ivrea Fratelli Gremo. Non saranno questi gli unici lutti della stagione, imfatti nel 1977 ci lasceranno Sandro Grangetto ed il nizzardo Alex Ferrari, uno degli uomini di maggior spicco della nazionale francese, sempre a causa di incidenti stradali.

Tornendo alle note liete il torneo di Alassio premia la Pianelli Traversa, formazione di Sturla, Andreoli, Suini e Paletto che battono in finale la Lancia di Granaglia, Macocco, Bruzzone, Tamagno. Le grandi sconfitte del 1975, furono la Pianelli Traversa e la Lancia, è sintomatico lo sfogo di Carlo Trombetta D.S. della Pianelli che a settembre, dopo la conclusione della gara internazionale a quadrette di Rouen, dove Andreoli, Clerico, Suini e Paletto viene battuta in finale dai francesi Oliver, Ferrari, Berthet, Rouffia per 15-14, dopo oltre 6 ore di gioco, e dopo aver battuto in semifinale la Rivodorese di Granaglia : "La sconfitta che abbiamo patito a Rouen ci ha lasciato l'amaro in bocca,la vera nota positiva di questa trasferta, che addolcisce un po' la pillola, è che imiei uomini sono riusciti finalmente a sfatare la leggenda d'essere sempre battuti dalla squadra di Granaglia. negli ultimi otto mesi, infatti la Pianelli non riusciva in altrettanti scontri diretti a superare la Rivodorese."

In casa Lancia, c'è invece il rammarico di non essere riusciti a vincere il campionato italiano assoluto a quadrette, pur ben figurando con 8 primi posti e 6 secondi posti nell'arco della stagione. La squadra di Pasquarelli e Murtas, era stata rinforzata dall'arrivo di Arrigo Caudera proveniente dalla squadra di Granaglia. la stagione 1975, non sarà più ripetuto dalla Rivodorese, in quella successiva; la compagine di Unberto sgrana, si inceppa e spesso si disunisce, ciò nonostante riesce ad aggiudicarsi i due campionati a qudrette, quello di società, Trofeo Martini, con Granaglia, Bragaglia, Selva, Benevene, Pisano e Vay, e quello assoluto a quadrette disputato a Casale Monferrato con Granaglia, Benevene, Bragaglia, Selva, mentre nel campionatiitaliano a coppie, disputatosi a Cicagna, Granaglia, Bragaglia, vengono estromessi dalla coppia Minetti e Trova e il titolo va alla Pianelli con Andreoli e Clerico, anche nel campionato italiano individuale a Domodossola, dove trionfa Nicola Sturla, Granaglia esce di scena contro "Gio" Cavassa che lo supera per 13-12 il suo avversario colpirà 16 bocciate su 19 con 7 ferme.

La tournée in Australia

Nel febbraio 76, Granaglia, Selva e Giorgio Novara, compiono una tournée in Australia, per promuovere il gioco nel nuovo continente. Nei 40 giorni di permanenza, i nostri giocatori hanno percorso 60.000 chilometri disputando 120 partite toccando Melbourne, Sydney, Dural, Brisbane, Adelaide, Pert, Fremantle, Dundenong e ancora Melbourne. Una tournèe, fantastica, dove i nostri Granaglia e Selva, sono stati ospiti di banchetti, ricevimenti, interviste e riprese televisive accolti dai nostri connazionali abtanti in loco con un affetto che ha avuto dell'incredibile, e seguiti dai 10.000 tesserati nei vari stati del continente, dove si sono esibiti i nostri campioni. Sui campi del resto regolari sui quali i nostri hanno dovuto esibirsi, oltre alle sfide contro i giocatori del posto, hanno dato lezionii di tecnica insegnando a sincronizzare i passi con i movimenti del braccio nella bocciata e perfezionando chi volesse nell'accosto. Granaglia tornò in Italia entusiasta da questa esperienza e dichiarò che se un giorno avesse voluto emigrare, avrebbe scelto l'Australia che per lui è stato il paese che lo ha accolto meglio fra tutti quelli che ha visitato.

L'undicesimo titolo mondiale

Al mondiale di Torino nel mese di ottobre, si rivede l'Italia dei bei tempi, al Palazetto dell Sport, al cospetto di 7.000 persone Granaglia, il compagno di squadra Bragaglia, i tre della Pianelli Andreoli, Sturla e Suini ed il novarese "Tato" Torgano, salgono sul gradino più alto del podio, ad oggi (2.011) l'unico giocatore novarese ad aver vinto un titolo mondiale Senior, rimane proprio Torgano, mentre fa ben sperare per il futuro Manuel Lituri che ne ha già vinti 3 di titoli Junior, e si appresta a tentare la quarta vittoria nella competizione iridata per i giovani under 23. Tornando alla competizione mondiale 1976, giunta alla 24a edizione, l'Italia riscatta le due sconfitte subite dai "galletti" a Montecarlo nel 1972 e a Vals les Bains nel 1974. La finale vede ancora lo scontro ormai abituale fra i due campionissimi di Italia e Francia Granaglia e Cheviet, quest'ultimo coadiuvato da Berthet, Bouvet, Ferrari, Comparin, e Jaquemin. Come sempre quello che conta è la finale, quando lo spiker annuncia la formazione italiana composta da Granaglia, Bragaglia, Suini, e Sturla, il pubblico fischia la decisione appena dopo aver pronunciato il nome di Nicola, i torinesi avrebbero voluto nella finale Beppe Andreoli, al quale era invece stato preferito il giocatore ligure. Questo ha turbato non poco Sturla, che ha avuto un inizio incerto con una bocciata portata di spalla e contratta rispetto a quella sua usuale. Ma poi gli accosti perfetti di Bragaglia e i colpi da Maestro del Berto, hanno fatto si che l'Italia prendesse quota. Cheviet, Ferrari, Berthet e Bouvet, sono in campo per la finale. La Francia va in vantaggio 1-0, poi l'Italia pasa a sua volta 2-1, poi ancora una bocciata spettacolare di Granaglia che toglie la boccia avversaria che fa corpo unico con quella italiana. Bragaglia e Suini sono stupendi negli accosti, Cheviet e Berthet invertono i ruoli, si arriva sul parziale di 6-4 per gli azzurri, Cheviet si impegna negli accosti, Berthet ha solo (si fa per dire) il 75% di media nella boccata. Alla 15a giocata esplode il Palazzetto, quando Granaglia con una ferma sul posto, guadagna tre punti per l'Italia. Seguono errori di Sturla e Suini, ma Granaglia toglie le castagne dal fuoco con un preciso annullo sul pallino che fa esplodere per la seconda volta il Palazzetto. Seguono annulli di Ferrari e Cheviet torna uomo-squadra. Si giunge sul 13-7 per noi, e qui ancora emozioni forti. Bouvet sbaglia l'accosto, Berthet sbaglia due volte consecutive l'annullo sul pallino, ci prova Ferrari che non è più fortunato del compagno, allora il capitano Cheviet che sbaglia la prima, ora il campione transalino ha l'utima possibilità, e come al solito, non gli trema la mano e annulla! Anche in questo caso applausi scroscianti e sportivissimi del pubblico di casa oltre ai sostenitori dei francesi venuti per l'occasione dall'estero. I francesi rimontano fino al 13-9, la Cheviet deve nuovamente annullare sul pallino e poco dopo è il turno di Ferrari che salva la Francia con un ennesimo annullo. I nostri rivali si avvicinano ulteriormente 13-11, si arriva così all'ultima giocata, si sta giocando da 5 ore esatte, accosto di Bouvet a 50 cm. e Sturla colpisce, Bouvet ci riprova e sta un poco più largo di prima, Bragaglia prende il punto, breve conciliabolo poi decidono di tirare al pallino, con le vecchie regole bastava stare al disotto di una boccia e subito si andava all'annullo visto che come già detto in precedenza, si poteva tirare al bersaglio piccolo quante volte si voleva nella stessa giocata. Sbagliano la doppia sul bersaglio piccolo sia Berthet che Ferrari, allora ci prova Cheviet che ha l'ultima possibilità, il Palazzetto è in un silenzio che ha del surreale, si sentono solo i passi del capitano francese...sbaglia! Sono le 20.20 del 24 ottobre 1976, l'Italia è di nuovo campione del Mondo!!! Per l'Imperatore Granaglia è l'undicesimo titolo mondiale, e alla fine del torneo risulterà anche il miglior boccaiatore del torneo, che gli farà guadagnare oltre alla medaglia d'oro anche un premio speciale come miglior colpitore, ecco le statistiche della finale, Bragaglia 27 accosti su 43 nei 50 centimetri, Suini 14 su 25 in accosto nei 50 e 3 bocciate colpite su 3 tirate, Sturla 27 colpite su 36 con 2 ferme, Granaglia 13 colpite su 16 con 2 ferme ed un pallino su due tentativi, Bouvet 25 su 43 in accosto nei 50 centimetri, Berthet 13 bocce colpite su 19 con 0 pallini colpiti su due tentativi, Cheviet 6 bocciate colpite su 10 tirate con 2 ferme e 2 pallini colpiti su 5 tentativi, Ferrari 25 bocce colpite su 34, con 3 ferme ed un pallino colpito su 3 tentativi, ma è sorprendente il ruolino di Granaglia nell'ambito di tutto il torneo, con 31 colpite su 37 con 9 ferme ed un pallino. Come al solito eccezionale, 83.78% la media finale.

 

 

 

 

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