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Umberto Granaglia, il campionissimo 11/18

Granaglia Durante un'intervista alla Gazzetta del Popolo del 23/9/1972, Granaglia non nasconde la volontà di vincere il mondiale e portarsi a 10 titoli e dando l'11° alloro alla nazionale, questo per avvicinarsi al record di Giacomo Agostini che di mondiali ne ha vinti 12. A Monaco la nostra nazionale si compone di Granaglia, Andreoli, Sturla, Benevene, Suini, Bragaglia. La formula quella dell'anno precedente con i due gironi. L'Italia come da pronostico arriva alla finale, in campo vanno Granaglia, Benevene, Sturla, Suini, non si può chiedere di meglio, gli avversari Cheviet, Bouvet, Ferrari ed il giovane esordiente Fernandez, 22 anni nativo di Orange. Già nel girone di qualificazione la quadretta di Cheviet aveva inflitto una dura lezione agli iraliani vincendo per 13-4, con Bragaglia al posto di Sturla, rispetto alla finale, ma si spera che l'aria di finale cambi l'atteggiamento degli azzurri. Invece non è così, subito la partita si mette male, e Granaglia e compagni devono solo evitare il cappotto, perdendo dopo 3 ore e 13 giocate, per 15-2. Al termine dell'incontro Bernard Cheviet viene incoronato oltre che campione del mondo, anche miglior bocciatore del torneo, con un totale di 43 bocciate colpite su 48 e con 6 ferme. Il Granaglia francese ha ormai lanciato la sfida al super campione azzurro.

Il 1973, porterà una nuova serie di vittorie in casa Pianelli, tutti successi di squadra, nel Trofeo Martini per Società, saranno Granaglia, Andreoli, Sturla, Suini, Paletto, Debernardi a conseguire lo scudetto, mentre nel campionato assoluto a quadrette, ancora con Granaglia, Andreoli, Sturla, Paletto, mentre un asso giovane ed emergente, si consacra campione vincendo sia l'individuale che il campionato a coppie con Vittorio Botto, si tratta di Pasquale Bruzzone detto "Lino", di lui ne sentiremo parlare a lungo. Ma Granaglia ha buona memoria, e si accorge che Cheviet sta ottenendo troppa popolarità a suo discapito, il "Re" delle bocce reagisce e nei confronti diretti con il campione transalpino vince ben 9 volte su 13, battendolo due volte nel "Carciofo D'Oro" Internazionele Granaglia/Sturla - Cheviet/Marty 13-9 nelle qualificazioni e 13-8 nella finale, nell'Omnium di Tolosa a quadrette, Granaglia con Sturla, Suini e Aghem come riserva, battono Bernerd per 13-6, nella Targa Pianelli Traversa con Sturla, Andreoli e Paletto, per 15-13, a Casablanca nel Toneo delle 6 Nazioni sempre nella stessa formazione sopra citata per 13-9, al prestigioso Place Bellecour in semifinale idem come sopra la formazione sarà ancora vincente contro Cheviet per 15-8, ma poi perderà la finale contro i francesi Mighiram, Oliver, Riviére, Berthet per 8-15 dopo 5 ore di gioco e con 9 annulli del pallino, 4 del "Berto", 3 di Andreoli e 2 di Suini. Poi a Grenoble nel Criterium Pastis, Granaglia, Andreoli, Suini, Paletto vincono contro la stella francese 15-12 dopo 5 ore e 15 minuti dopo 30 giocate, piegando alla fine la resistenza oltre che di Cheviet di Baroetto, Bragaglia, Pisano ed infine a Nizza Marittima nel "Nice Matin-Ricard, Granaglia batte Cheviet in una esibizione individuale per 13-9, mentre a quqdrette con Sturla, Andreoli e Paletto superano Cheviet, Baroetto, Bragaglia e Pisano per 13-10 dopo 5 ore di gioco, la quadretta di Granaglia perderà contro al Novarese SITI in semifinale per 13-8. Purtroppo nella coppa Europa Principe di Monaco l'Italia di Granaglia, Sturla, Andreoli, Benevene viene sconfitta dai francesi Oliver, Ferrari, Berthet, Kassi. Poi Granaglia, Andreoli, Sturla, Paletto vincono Place Arson, ed in coppia con Mario Suini vince, il "Berto", anche il Criterium a coppie di Monaco Principato.

Chi pensava che Granaglia avesse dato tutto e fosse in declino dovette ravvedersi, nella stagione 1974 è un rullo compressore, vince il suo sesto titolo individuale, superando nell'ordine Gianotto, Quaglino, Suini, Macocco, Bellotti ed in finale Giovanni Vay per 15-5, poi vince quello assoluto a quadrette con Andreoli, Sturla e Paletto, e sempre a squadre iltrofeo Martini di società con Andreoli, Sturla, Suini, Paletto e Debernardi, mentre il titolo a coppie va per il secondo anno consecutivo a Lino Bruzzone con Vittorio Botto. A livello internazionale mai sazio, Umberto vince il tornbeo di Chambery con con Suini, Andreoli, Paletto, a Vals-les-Bains con Sturla, Andreoli, Suini, ed il giorno dopo a St.Etienne nell'omnium con i primi tre sopra citati e l'apporto di Luigi Zeppa, poi ancora nella sfida di Bourgoin fra Italia e Francia con Sturla, Andreoli, Paletto e Benevene, qui Granaglia sarà di nuovo stratosferico con una media totale di 91.6 con 21 ferme. Poi Granaglia dominerò il torneo individuale di Monaco Principato battendo in finale il francese Ferrari per 15-8.

Granaglia alla Rivodorese

Il 1974 è però anche l'ultimo anno di Granaglia con la maglia della Pianelli Traversa, che crerà un grande fragore sia nell'ambito societario, sia in quello sportivo. Granaglia accettava infatti l'offeta del rag.Marchisio della Rivodorese e si accasava per la stagione 1975 nella nuova società. Intervistato a fine 74 Granaglia disse: "Per il momento sono ancora cartellinato per la Pianelli Traversa e fino a fine stagione difenderò i colori della mia società con assoluta serietà." dalla parte societaria si sentiva dire:"Granaglia ci ha tradito" ed il campionissimo rispondeva: "Non ho tradito nessumo ed ho agito lealmente". "Nella mia ulraventennale carriera, sportiva, ho sempre difeso con onore e serietà la divisa di appartenenza, che di volta in volta ho indossato, e non sono mai venuto meno come giocatore ai doveri verso quanti, dirigenti e giocatori che negli anni mi sono stati vicini. Non ho mai abbandonato , senza particolari motivi, un gruppo sportivo e non ho mai tradito la fiducia di alcuno, cercando sempre di comportarmi lealmente. Lo dimostrano il caso Pianelli e le 245 vittorie ottenute in undici anni di appartenenza. Per i miei compagni Sturla, Suini, Paletto, Andreoli, indubbiamente la mia eventuale partenza, potrà dispiacere, ma hanno la qualità per emergere ed ottenere vittorie di prestigio anche senza la mia collaborazione." Ma fu così profeta il presidente Avataneo che lo volle fortemente nella Rivodorese? ... vedremo.

 

 

 

 

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