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Umberto Granaglia, il campionissimo 9/18

Il colpo impossibile

Granaglia

Ricordo che alla fine della stagione 1969, andai al parco Dopieri di Novara per vedere il campionato italiano coppie, arrivai a gara già iniziata, ma questo non mi impedì di acquistare il libro di Granaglia "Le mie bocce" prima edizione, uscito a maggio 1967, e che ancora conservo anche se ormai è ingiallito. I favoriti erano naturalmente Granaglia- Baroetto, ma tutti i big erano presenti, Carrera, Sturla, Suini, Andreoli, Benevene, Chianale e la coppia campione uscente Gremo-Morelli. I miei amici mi dissero che Granaglia era in perfette condizioni e che non aveva ancora sbagliato una bocciata, e che Baroetto continuava ad accostare con biberon. Vidi a mala pena l'ultima parte di una delle due semifinali vinta dai fratelli Botto e alla sera alle 8.00 in punto ero lì per applaudire il mio idolo, Umberto Granaglia. Le finali andavano ai 15, ed io pur essendo 18enne ad un certo punto telefonai a mio padre, penso verso le undici di sera dicendogli che sarei tornato tardi, (abitavo a 500 metri dal parco Doppieri) non esistevano pericoli ma erano altri tempi ed i genitori se non ti vedevano tornare entro la mezzanotte, stavano in pensiero, non come quelli di adesso che se vedono i figli tornare prima delle 2 si preoccupano perchè pensano che stiano male. Ma torniamo a quelo che io vidi fare dai campioni in campo, certamente ha dell'inverosimile, dopo una partita sofferta con un inizio disastroso di Baroetto che non era in serata, Granaglia cominciò a diventare scuro in volto, io ero a centro campo a fianco al gioco dove si svolgeva la finale, così potevo ascoltare cosa dicevano i giocatori. Avvicinandosi a me e rivolgendosi ad un suo amico, disse in torinese: "Sono anni che lo conosco, ma uno scherzo così l'Aldo non doveva farmelo" Granaglia si riferiva alla mano appena trascorsa nella quale Baroetto uscì due volte consecutive lateralmente, costringendo il Berto ad un annullo sul pallino. A tratti Baroetto dava l'impressione di giocargli contro e questo fece sorgere nella mente di Umberto che il suo socio aveva venduto la partita ( cosa che tra l'altro a nessuno parve vera, e neanche a me, conoscendo l'onestà di Aldo Baroetto). Nel pomeriggio Baroetto contro Sturla e Cavalli si diceva che era stato micidiale negli accosti. Ad un certo punto Granaglia sembrava giocare da solo, e la partita che sembrava irrimediabilmente persa pian piano tornò a farsi avvincente. All'una e mezza di notte si era ancora in parità 14-14, i fratelli Botto non sbagliavano, Granaglia era perfetto, Baroetto in ripresa anche se da più di un'ora non aveva più dialogo con il campionissimo. Ed ecco l'ultima manche che ricorderò fin che scampo. Due perfetti accosti dei Botto e due bocciate riuscite a Granaglia, un accosto di Aldo fatto carambolare fuori campo da una bocciata avversaria, Aldo si avvicina al pallino con la seconda boccia e Botto la ferma sul posto, Aldo riprende il punto e Botto un'altra ferma, ancora sul posto. A questo punto i fratelli Botto hanno esaurito le loro bocce, ma hanno tre bocce in campo che circondano il pallino, Granaglia ha l'ultima da giocare, non vede il pallino perchè coperto dalla prima ferma degli avversari, o fa la ferma sul posto su questa o è finita, se carambola su quella poco dietro è finita lo stesso perchè la terza boccia a circa 60 centimetri sulla sinistra del pallino è sempre degli avversari. Umberto in un silenzio irreale dopo aver studiato a lungo la giocata, per lui cosa insolita, si lascia fuggire ad alta voce: "Non resta che la carambola su tre bocce!". Il pubblico che ancora numeroso sta seguendo l'incontro si lascia andare in un oooh! Granaglia deve colpire la boccia davanti al pallino, mezza nella sua parte sinistra, andare sulla boccia di sinistra, colpirla ancora mezza e carambolare sulla terza dietro al pallino. Chi può fare una cosa simile ? Solo nel gioco del biliardo si può tentare un'impresa simile. Nel parco Doppieri non vola una mosca, Baroetto è fermo lateralmente fuori dal gioco a metà del gioco stesso, dall'altro parte i fratelli Botto attendono il verdetto, io chiudo gli occhi, non voglio vedere, è come quando un giocatore della tua squadra del cuore deve tirare al 90° un rigore decisivo. Sento i passi di Granaglia in successione, una pausa e poi un rumore che fa così: TA , Ta , Tac ! Apro gli occhi, la boccia di Granaglia è ferma sull'ultimo bersaglio dietro il pallino, le altre due avversarie non ci sono più, è INCREDIBILE !!! La carambola su tre bocce è riuscita e Granaglia e naturalmente Baroetto, sono campioni d'Italia! Gli applausi sono andati avanti fino alle due meno un quarto, Granaglia esausto venne a sedersi su di una sedia affianco a me, ed una giovane ragazza, avvicinandosi gli chiese:- Ma come ha fatto signor Granaglia? La risposta di Umberto fu:- Vede signorina, il gioco delle bocce al nostro livello è come il gioco del Biliardo:- Granaglia aveva ragione sta di fatto che questa è stata la più grande bocciata che io vidi con i miei occhi e non avvenuta casualmente, ma dichiarata in anticipo da chi è stato un campione insuperabile ed inimitabile. E scusate se mi sono dilungato con questo aneddoto, ma tutte le volte che ci ripenso lo rivivo come se fosse ancora quel settembre 1969, e mi sembra di ritormare ai miei passati 18 anni.

Granaglia

Il nono titolo mondiale

E veniamo alla stagione 1970, la Pianelli Traversa comincia alla grande, vittoria nel criterium del Principato di Monaco a coppie dove Granaglia e Bragaglia battono in finale Cheviet Bouvet per 15-12. La finale dura 3 ore e 10 minuti, 24 le giocate e Granaglia super 30 centri su 36 con 5 ferme, e nel corso delle 4 partite ne colpisce un totale di 99 su 114 con 8 ferme e 3 pallini. Ed ecco arrivare anche il nono titolo mondiale per il campionissimo, si gioca a Digione, e si cambia formula, le squadre sono divise in due gironi con incontri all'italiana di solo andata, possono portare 6 giocatori i quattro di quadretta più due riserve, l'Italia naturalmente possiede 6 titolari intercambiabili, Granaglia, il capitano Benevene bocciatore di Testa, Sturla pronto a sostituirlo, Macocco che è ancora uno dei bocciatori più forti del mondo e due accostatori che al momento possono anche bocciare, Baroetto e Bragaglia, anche questi ottimi bocciatori, Bragaglia ha già vinto un titolo individuale e Baroetto lo vincerà l'anno seguente, dunque tutti e sei in grado di bocciare in qualunque momento. Nel girone dell'Italia sono inserite Marocco, Belgio, Svizzera e Jugoslavia, si vince facile e si va in semifinale dove gli avversari sono gli algerini di Zekrini, Benjalima, Djadel, Ardeche, il risultato 12-2 per gli azzurri, incontenibili. Nell'altra semifinale ecco la sorpresa, la francia di cheviet e Millon, viene battuta da Marocco per 15-12, due galli nel pollaio non possono stare, Millon e Cheviet non vanno daccordo e quando i francesi cambiano formazione è troppo tardi. La finale vede Macocco, Baroetto, Benevene e naturalmente capitan Granaglia contro Bouiri, Guarino, Bourges, Collomb, la vittoria facile 15-2 ed è il nono titolo mondiale per Umberto Granaglia. Anche in questo mondiale le sue medie sono sbalorditive, 42 bocciate colpite su 48, 87% la media!

Ma la stagione non è ancora finita, si gioca il Gran Premio città di Torino al palazzetto dello sport, dove Granaglia, Andreoli, Baroetto, Paletto della Pianelli battono in finale la squadra di Gap, con Milllon, Oliver, Imbert, Joblet, ed in fine sempre a Torino la finale dei Big, una sfida individuale fra Granaglia e Millon. davanti a 5.000 spettatori, Granaglia commette qualche errore iniziale e Millon in forma strepitosa si porta sul 8-2, ma il tifo è per Umberto che si riprende e si avvicina al francese 7-10, poi un pallino per la salvezza di granaglia colpito in maniera magistrale, fa scattare Millon che si congratula con lui, questo gli da la carica finale e Granaglia vince l'incontro 18-13- Una setimana dopo si ripete il confronto fra i due big a Strambino (Ivrea) nel bocciodromo Clarino, e Granaglia ha di nuovo la meglio su Millon per 18-8. Granaglia colpirà 20 bocciate su 24, con 8 ferme, mentre Millon farà 33 centri su 39 con 7 ferme ed un pallino, ma la partita, Granaglia la vince con gli accosti, ben 40 bocce su 49 tirate nel raggio di 50 centimetri dal pallino, straordinario! Come si sarà notato negli ultimi impegni della Pianelli a Torino, manca all'appello Arrigo Caudera, sostituito da Piero Paletto. Infatti Caudera ha deciso di lasciare la società per trasferisri alla Rivodorese per motivi di lavoro, che lo vedono impegnato nella sua fabbrica di bocce, e per essere così più vicino alla ditta. L'anno seguente giocherà quindi con Benevene, Mollo, Quirico e Gaggero.

 

 

 

 

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