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Umberto Granaglia, il campionissimo 8/18

Granaglia La stagione 1968, si apre con una vittoria della nazionale a Nizza Marittima, Granaglia, Baroetto, Benevene e Bragaglia hanno la meglio sulla Francia di Millon, Oliver, Imbert, Rossi, poi si ripetono a Torino nel Gran Premio Cassa di Risparmio, sui terreni dell'Avvenire S.Paolo, dove l'identica formazione azzurra ha la meglio della Francia di Oliver, Riviere, Godin, Rossi, mentre nel trofeo Place Bellecour, l'Italia di Granaglia, Caudera, Baroetto, Boaretto superano laFrancia di Cheviet, Bouvet, Riviere, Mighiriam, ma devono poi cedere e in finale si presentano due formazioni italiane, ha la meglio quella di Macocco, Mollo, Way, Bragaglia che batte in finale la Way Assauto di Andreoli, Gremo, Motto, Morelli per 13-9. In ogni caso la quadretta della Pianelli Traversa, non ha rivali nel campionati italiano di società, Granaglia, Baroetto, Benevene, Caudera si aggiudicano il "Trofeo Martini" e vincono così lo scudetto, davanti alla Chiavarese, al Fiat e alla Way Assauto.

A Place Arson, Nizza, Granaglia è a dir poco superlativo e conduce alla vittoria la sua squadra realizzando 20 bocciate su 20 nell'incontro dimostrativo, 9 su 9, 7 su 7, e 4 su 4, nei successivi incontri. Poi nella gara ufficiale con la partecipazione di 128 quadrette realizzava 83 centri su 86, per un totale di 103 su 106, media di 97,17%, vincendo per la quarta volta il prestigioso torneo. L'Italia non la ferma più nessuno ed a Imperia si aggiudica anche la Coppa Europa Coppa Principe di Monaco, riscattando la sconfitta di valence, con Granaglia, Bragaglia, Benevene esordisce Beppe Andreoli, per Granaglia è il nono titolo europeo.

Ma ecco la bella novità, ad Alessandria, nel campionato italiano individuale, trionfa il giovane Nicola Sturla della Chiavarese che batte in finale un favoloso Carrera che aveva eliminato nei quarti Granaglia per 13-11 e in semifinale Baroetto. Quindici giorni dopo, sempre ad Alessandria, per l'ottavo centenario della fondazione della città, il capoluogo ospiata il triangolare Italia-Francia-Monaco, Granaglia e Bragaglia sono solo quarti e la manifestazione è ad appannaggio della coppia Macocco, Benevene su Cheviet, Riviere, mentre terzi saranno Oliver, Boschetti.

Il mondiale di Torino

Ma Granaglia non è sazio, e con Grangetto vince a Cannes, a St. Raphael e a Nizza, e in quadretta a Vienne con Baroetto, Chianale e Boaretto, ma arriviamo al mondiale, quest'anno si disputerà in terra amica, proprio a Torino, il c.t. italiano Andrea Robotti dopo i tre giorni di ritiro ad Arquata Scrivia non ha dubbi e vara le seguenti formazioni: Italia 1 Granaglia, Bragaglia, Baroetto, Benevene, detentori del titolo, Italia 2 Macocco, Gaggero, Andreoli, Sturla. Il presidente dell'UBI, Luigi Sambuelli si lascia andare ad un'azzardata dichiarazione e d ammette che ci sono buone possibilità che si possa arrivare ad un finale tutta italiana. Si danno gli ultimi ritocchi al Palazzetto dove all'interno sono approntati 8 campi di gioco, sono serviti 800 quintali di terra speciale un misto di catrame, tera, pietra frantumata e collante, il tutto spalmato su di una tela-iuta. L'attenzione è tutta rivolta allo scontro Granaglia Cheviet, sono 16 le formazioni in lizza, e si nota subito che all'appello manca il grande Robert Millon escluso all'ultimo momento e presente sulle gradinate a soffrire le pene dell'inferno seguendo i suoi compagni in campo. Per Millon le bocce sono sempre state la sua vita, e più volte aveva dichiarato che se avesse dovuto scegliere come morire, avrebbe scelto la morte sul campo, il Signore lo ha esaudito, perchè ormai anziano mentre stava giocando una partita nel suo circolo boccistico, dopo aver tirato l'ennesima bocciata e aver fermato per l'ennesima volta la sua boccia, precipitava al suolo colpito da infarto, ciò che aveva sempre chiesto si era avverato. Comunque tornando al mondiale, le previsioni di Sambuelli si avverarono, la finale fu tutta italiana. La formazione di capitan Macocco arrivò alle finali eliminando nei quarti la quadretta di Cheviet, meno amato dal pubblico di allora, rispetto a Millon, proprio per il suo modo distaccato di giocare le partite. La finale ha inizio alle 15.30, e si concluse alle 19.30, 7.000 persone gremivano il palazzetto, mentre all'esterno almeno altre 2.000 cercavano di capire come stavano andando le cose all'interno. Fu un match appassionante, 4 ore intensissime, la quadretta di Macocco dopo due ore conduce per 14-1, sembra proprio finita per i campioni del mondo in carica, ma i leoni si svegliano, si arriva fino a 14-12, poi il leone di carmagnola ruggisce e si va sul 16-12, seguono due giocate e poi la "Botta" di Nicola Sturla, sul parziale di 16-13, un buon punto di Bragaglia mette in difficoltà Gaggero, Andreoli colpisce ma sposta la boccia ed il pallino che va a fermarsi a 10 centimetri dalla linea di fondo a 26.40, Gaggero in accosto piazza un'ottimo punto, ma Baroetto lo prende fermandosi a 15 centimetri dal pallino. Parte Sturla in boccaia e si produce in una ferma con la sua boccia che si ferma a un metro spostata lateralmente dal pallino, causa l'effetto impresso alla boccia (vuota). Ora l'Italia 2 ha tre punti sul terreno e due bocce da giocare, l'Italia 1 ne dispone di quatro ma esiste la difficoltà ad accostare. Si decide di attaccare il pallino, ma questo sembra stregato, lo sfiora Benevene, lo sfiora Granaglia, è la liberazione per la quadretta di Macocco che si laurea campione del mondo! I giovani Andreoli e Sturla non stanno più nella pelle, hanno battuto i più grandi! Macocco è rosso in volto e urla ai giovani: "Bravi ragazzi, li abbiamo battuti, lo dicevo io che avremmo vinto!". Un paio di anni fa Macocco proprio a Novara dichiarò che questa resta la vittoria più bella di tutta la sua carriera. Sul podio Macocco, il leone di Carmagnola, Gaggero, la libellula ligure, Sturla 26 anni ed esordiente emozionato, Andreoli ventunenne di belle speranze. Granaglia dichiarerà: "Siamo partiti con il piede sbagliato, concedendo troppo vantaggio, ma dopo aver annullato quasi completamente il gap, è scaturita quella giocata che ha allungato il pallino e la spettacolare bocciata di Sturla ha bloccato la nostra strategia. Annullare il palino era l'unica nostra possibilità di rimettere la partita in discussione. ( n.b. ai tempi si poteva tirare quante volte si voleva per annullare la giocata.) Uno strascico; i francesi accuseranno il pubblico italiano di comportamento antisportivo, sopratutto nei confronti di Chevie e diserteranno la cena di gala, e d anche la successiava tournée nel Monferrato, sicuramente i francesi si sono dimenticati Gap 1967, quando per incitare i loro beniamini usarono un tifo da stadio. Ecco il ruolino finale: Italia 2 - Italia 1 18-13 Andreoli 24 su 28, 5 ferme, Sturla 10 su 15 con una ferma, Benevene 23 su 36, tre ferme e due pallini, Granaglia 15 su 22 due ferme e un pallino, Baroetto 6 su 10 con 2 pallini.

Ma durante questo mondiale già è nell'aria qualche cambiamento societario da parte di alcuni big. Benevene, senza peli sulla lingua dichiara che per la stagione successiva si accaserà nella Rivodorese di Torino con Selva,Carrera,Suini e del D.S. "Gio" Avataneo, Pianelli dal canto suo corre ai ripari ed ingaggia Beppe Andreoli che lo ha impressionato durante il mondiale, fra le due formazioni sarà una sfida davvero avvincente. La formazione base della Pianelli Traversa per la stagione 1969, sarà Granaglia, Andreoli, Baroetto, Caudera, si alternano poi Chianale, Pino Motto e Clerico, Andreoli non farà rimpiangere Benevene e le sue medie diventeranno stratosferiche, divenendo senza ombra di dubbio il bocciatore di testa più forte d'Italia. La Pianellli inizia subito bene conquistando la Targa d'Oro di Alassio, per Granaglia è la sesta vittoria in questo torneo. Poi lo scudetto "Trofeo Martini" dove nella prima giornata la Pianelli batte L'Andrea Doria di Sturla, Bruzzone, Cavalli, Destefani per 15-13 dopo 5 ore di gara. La Pianelli conduceva 14-0 mai i liguri grazie a ben 25 annulli, riuscivano a colmare l'enorme distacco portandosi fino sul 14-13, poi la resa, impressionante la media di Andreoli, 39 su 42, 7 ferme, Granaglia sempre grande con 19 colpite su 21 con 6 ferme, Bruzzone 41 su 48 ma con ben 14 pallini, Sturla 16 su 24, con due ferme e 6 pallini, Baroetto 4 su 5, e Destefani 22 su 25 con 5 pallini, questa è stata sicuramente una delle partite a quadrette più spettacolare della storia del boccismo di tutti i tempi. Seguirà la vittoria della Pianelli nella coppa città di Asti e il torneo Internazionale di Bourgoin con la formazione Granaglia, Andreoli, Bragaglia, Baroetto, per Umberto questo sarà il terzo torneo vinto a Bourgoin, seguiranno le vittorie del campionissimo ad Alessandria, a Conegliano Veneto, il match Lione - Torino, Italia-Francia a Genova, il triangolare di Novara "Memorial Carlo Doppieri", il ritorno di Francia-Italia a Gap dove Granaglia, Baroetto, Macocco, Benevene vincono con il minimo scarto contro i francesi Millon, Cheviet, Oliver, Bevillard, nella Coppa Principe di Monaco gli azzurri Granaglia, Benevene, Macocco, Sturla battono in finale Cheviet, Millon, Oliver e Bevillard di misura per 3-2 rischiando anche di perdre, Granaglia si impone a Oliver 15-12, Benevene batte Cheviet 15-14, Cheviet, Milon battono Granaglia, Macocco,15-9, Cheviet batte Granaglia 15-10, e Benevene batte Oliver 15-11, e quasi al termine della stagione il quartetto dell Pianelli vince ad Annecy il 12° Criteriu internazionale e la nazionale vince anche il torneo di Algeri.

 

 

 

 

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