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Umberto Granaglia, il campionissimo 7/18

Granaglia Il 1967 è la fotocopia di quello precedente, la Pianelli Traversa, si ripete e vince subito 9 gare su 9 iniziando alla grande la stagione. Granaglia vince il Torneo di S.Pietro a Genova con Benevene, Baroetto e Caudera, il Criterium di Monaco con Bragaglia, Umberto durante il torneo colpisce 113 bocciate su 122 con 19 ferme e due pallini, facendo registrare la media di 92.6%, si aggiudica la gara della Fissa di Torino ma poi deve perdere il titolo europeo, la coppa principe di Monaco è appannaggio dei francesi con Cheviet, Oliver, Carret, Imbert. La Pianelli Traversa si aggiudica anche il Trofeo Martini (campionato italiano società) totalizzando 4 vittorie negli ultimi 4 incontri svoltisi a Vercelli, Novara, Genova e Torino, unica piacevole novità di questo campionato, la squadra di chiavari con Cuneo, Razore, Sambuceti e l'astro emergente Nicola Sturla, terza risulterà la Fiat di Bragaglia, Vay, Suini e quirico e quarta la Way Assauto di Asti con Anderoli, Morelli, Maggiotto e Galliano.

La finalissima del 1967

Intanto fervono i preparativi per il campionato del Mondo che si disputerà a Gap. Bisogna riscattare lo smacco di Monaco 1966, fin dal primo giorno, il 25 agosto, seguito da un nuttrito pubblico di piemontesi al seguito della nostra nazionale. Sono 16 le quadrette suddivise in 4 poule. Nella Poule 2 l'Italia 2 con Andreoli, Ghio, longo, Gaggero, incontra Marocco, Algeria, Spagna e passa il turno. Nella poule 4 c'è l'Italia 1 con Granaglia, Macocco, Bragaglia, Benevene dovrà vedersela con il Marocco, l'Algeria e la Francia di Cheviet. La quadretta di Cheviet batte quella di Granaglia per 13-10 e l'Italia deve battere nel recupero il Marocco 13-0. Anche la Francia 2 di Millon passa il turno e si qualifica per le finali. Sorteggio micidiale per i quarti, nello stesso gruppo vengono abbinate Francia di Cheviet, Francia di Millon e francia di Coulomb e Italia di Granaglia. Fuoco e fiamme sugli spalti, pubblico in ebollizione, Cheviet batte Millon 13-4, e la quadretta del "Berto" batte quella di Coulomb con lo stesso punteggio, ma Cheviet è un uragano e batte di nuovo la quadretta italiana per 13-2, ma nell'ultimo turno l'inconsistenza della formazione di Millon crolla contro la più quotata di Umberto per 13-1.

Nella semifinale della domenica mattina Cheviet elimina il Marocco per 15-5 e sembra proprio non avere rivali, lotta fratricida per le formazioni azzurre ci vogliono 4 ore e mezza di gioco per avere la meglio di Andreoli, Granaglia si trova in svantaggio per 2-9 ma con la sua classe riesce a rimontare fino alla parità 11-11, si va al 15, Andreoli torna in vantaggio 13-11, e qui il gioco si ferma per 7 giocate con altrettanti annulli sul pallino, ed infine la vittoria di Granaglia con gli ultimi 2 punti decisivi. Nel pomeriggio della domenica la fatidica finale. La doppia vittoria ottenuta da Cheviet su granaglia nelle eliminatorie fa si che per il pubblico francese questa finale sembri di ordinaria amministrazione al fine di fregiarsi del titolo iridato. Ma contro Granaglia non si sa mai!!

Pubblico straripante. Si inizia alle ore 15.37, Italia subito in attacco con gioco perfetto della nostra formazione e francesi in difficoltà ecco il susseguirsi dei risultati per manches: 1-0, 4-0, 5-0, 6-0, 6-1, 8-1, 9-1, annullo, 9-2, annullo, e 12-2! nella finale si va come al solito ai 18 punti. Poi l'Italia sembra concludere, 12-4, annullo, 15-4. Per la Francia sembra non esserci più speranza. A questo punto Cheviet inverte l'ordine della squadra, con Bouvet che da puntatore passa a bocciatore Imbert primo puntatore e gioco tutto impostato sulla bocciata. I farncesi cominciano a bocciare subito su Bragaglia, del resto preciso come sempre. Oliver, annulla sul pallino, poi 2 punti della francia per un pallino colpito da Bouvet, mentre Cheviet si riserva le bocciate più difficili. Sembra di essere in un girone dantesco, è una vera bolgia, il pubblico sostiene i transalpini con un tifo da stadio. Si arriva al 15-6, poi al 15-9, poi è l'Italia a cucire un punto, 16-9! mancano solo quei fatidici due punti per chiudere la partita. Oliver annulla ancora sul pallino e nella giocata successiva i francesi colpiscono 8 bocciate su altrettanti accosti degli italiani, e Cheviet ne ferma una in campo...16-10. Oliver annulla ancora sul pallino e seguono 6 bocciate su sei accosti, un errore dell'Italia e si va sul 16-11. L'Italia finalmente smuove il punteggio, 17-11! Poi il palazzetto esplode letteralmente per un pallino colpito da Cheviet sulla terzultima linea di gioco. Si arriva sul 17-13. Imbert rileva Bouvet e lo asseconda negli accosti, Oliver e Cheviet annullano ancora. I francesi approfittano di una pausa di Granaglia e Benevene che colpiscono solo una bocciata su due e si va sul 17-17 !!! Sono le ore 21.40 si gioca da 6 ore e 3 minuti !

Gli spettatori che escono non riescono più a rientrare causa la ressa che è andata a formarsi. 3.000 sono assiepati come delle acciughe all'interno del palazzetto, mentre fuori almeno 500 seguono facendosi raccontare come vanno le cose. Sul 17-17 la patita si blocca per ben un ora e 20 minuti, è incredibile, nessuno vuole cedere. Annullano nell'ordine Cheviet, Oliver, Benevene e Granaglia, e poi annulla nuovamente Benevene, alla 38a giocata la fine dell'incubo, prima sbaglia l'annullo Oliver che lo manca per un'inezia, poi è la volta di Cheviet, lancio e errore per un nonnulla! Siamo campioni del Mondo con il risultato finale di 18-17, dopo 7 ore e 23 minuti, record storico per un incontro fra quadrette. Record da Guinnes dei primati, durante la partita i puntatori hanno accostato per ben 201 volta, sono state tirate 214 bocciate e colpite 148, Benevene eccezionale, 42 su 46 con 4 ferme e 2 pallini, Baroetto 3 su 5, Oliver 34 su 49, con 6 ferme e 5 pallini, Cheviet 23 su 31, con 3 ferme e 3 pallini, Bouvet 16 su 32 con 2 ferme e 2 pallini, Granaglia 19 su 31 con una ferma ed un pallino. Si va a tavola alle ore 24 ! Da notare che in quattro giorni di gara ben 16.000 persone hanno assistito alle gare. Granaglia intervistato dopo la partita, disse che ad un certo punto aveva temuto di perdere perchè la stanchezza aveva pervaso i giocatori italiani, ma anche gli avversari la subivano. Poi Granaglia si sofferma su quel colpo da maestro che Cheviet indovinò sul pallino al massimo della distanza, colpo che influì psicologicamente sugli azzurri, colpo, continua Granaglia che solo un grandissimo campione nella pienezza dei suoi mezzi tecnici ed atletici, e l'assoluta padronanza dei nervi, può effettuare in tali frangenti.

Il 1967 vide i due campioni Granaglia e Cheviet ancora rivali a Grenoble, ed ancora una volta il nostro portacolori riesce ad avere la meglio sul campione francese per 15-3, questa volta con i compagni Baroetto,Benevene,Motto e Cheviet si arrende con i compagni Roche, Bouvet e Mighiriam, da notare che in semifinale Granaglia elimina Millon con un cappotto secco, e da notare che sul 10-0 annulla con una bocciata sul pallino, per non dare al suo rivale l'opportunità di fare il punto della bandiera, questo si chiama carattere o furore agonistico, chiamatelo come volete.

 

 

 

 

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