Menu

      

Umberto Granaglia, il campionissimo 5/18

GranagliaI 4 uomini d'oro Granaglia, Macocco, Baroetto, Bragaglia attaccano il mondiale di Losanna. Dopo averne vinti 3 con la stessa formazione, il gioco sembra fatto, invece succede il patatrac! Nella finale contro il maestro Millon e la nuova stella Bernard Cheviet, il meccanismo perfetto della nostra formazione si inceppa. Perdiamo 18-12 una grande delusione, mitigata solo in parte con la conquista della Coppa d'Europa Principe di Monaco disputata a Sanremo, e che aveva fatto ben sperare per la vittoria del mondiale in terra elvetica. Granaglia e di suoi tre moschettieri si erano imposti nel finale contro Millon, Imbert, Carret, Verchère. 

Il 1965 alla Pianelli vede la partenza di Cuneo che rientra a genova sostituito da Chianale di Asti. Anche il Fiat si rinforza con l'arrivo del giovane Mario Suini. Forte anche la Way Assauto di Asti con i giovani Luigi Zeppa e Giuseppe Andreoli. Il trofeo Martini paragonabile all'attuale campionato italiano di Società con varie giornate ma solo per le quadrette è ad appannaggio del Fiat con Bragaglia, Quirico, Vaj e Mollo, mentre la Pianelli trionfa ad Alessandria,Torino(Targa Pianelli),Torneo di S:Pietro a Genova, il terzo criterium internazionele di Monaco sempre con Granaglia e Baroetto sugli scudi, la gara nazionale di Torino "Cassa di risparmio,e la gara di vercelli. I 4 uomini d'oro vincono poi a Macon, ed il più importante Place Bellecour dove Pianelli e Fiat si fondono per un giorno con la vittoria storica di Granaglia, Chianale, Macocco, Bragaglia, battendo in finale alla scala delle bocce una splendida Sampierdarenese di Ghio, Gaggero, Morelli, Molinari, con exploit di Granaglia che alla 14a giocata ferma due bocce consecutive sul posto e si ripete sul punteggio di 12-10 fermado sul posto altre due bocce consecutive, l'ultima delle quali posta 10 centimetri dietro la pripra e negli ultimi due metri di gioco, oltre la seconda linea.

La Caporetto italiana

Ma sta per arrivare la Caporetto italiana. Si comincia con la sconfitta contro la francia nella finale della Coppa Europa principe di Monaco, dove Granaglia, Bragaglia, Morelli e Ghio, in formazione rimaneggiata per le defezioni di Bragaglia e Macocco, vengono sovrastati da Millon, Imbert, Carret e Cheviet ormai divenuto un pupillo per i francesi che osano chiamarlo "Il nostro Granaglia". Peggio sarà il mondiale di Casablanca, i nostri 4 uomini d'oro hanno le idee annebiate e pagano un gioco troppo superficiale. L'Italia 2 ha in campo Rivano, Morelli, Benevene, Quirico, e l'Italia 3 Carrera, Gremo, GHio, Molinari. Noi siamo nel girone di Monaco, Bragaglia e Macocco sbagliano a ripetizione, coinvolgendo alla fine anche granaglia, alla fine per Caperdoni, Verrando, Roggero, Arrigo sarà un risultato storico mai più ripetuto 13-0!!! Nella seconda partita la quadretta di Granaglia viene opposta a quella del giovane Benevene, i quatro uomini d'oro hanno un'impennata di orgoglio, giocano bene ma trovano nel giovane bocciatore avversario un ostacolo insuperabile. Benevene conduce alla vittoria per 13-12 la sua formazione. I 4 uomini d'oro escono definitivamente di scena, la sciando per il futuro ampi spazi ai giovani che ora con Granaglia ora con Macocco torneranno alla vittoria. Comunque la finale di quell'anno sarà tutta transalpina, Millon, Cheviet, Imbert, Queron batteranno nella finale l'altra formazione francese composta da Verchère, Roche, Alonzi, Rivoire per 18-10.

Le rivincite

Sul finire del 1965, Granaglia si prende una bella rivincita contro il giovane Bernard Cheviet, proprio nel tornro individuale internazionale di Thuellin, che lo aveva già visto vincitore nell'edizione dl 1964 e lo vedrà primo anche in quella del 1966, ma è in semifinale che i due fuoriclasse si incontrano, la partita durerà per 29 giocate e si concluderà con la vittoria di granaglia per 15-13 dopo 4 ore e 45 minuti, un record per un incontro individuale. Granaglia super su 15 punti finali ottenuti ne guadagnerà 8 con altrettante ferme,ed il tabellino finale dice 47 bocciate colpite su 51 con 15 ferme media 92,16%!!! Cheviet è stato superbo ma nulla ha potuto contro il Campionissimo!!! La finale è stata per Granaglia una pura formalità bettendo Vanin 15-0 con 12 bocciate colpite su 13 e tre ferme. Il ruolino per le ultime tre partite di Granaglia dice: 71 su 80 con 25 ferme media 88,75% (Incredibile!!! ndr.)

Granaglia non è sazio e s'impone anche nell'individuale di gap "Maitres-Joueurs" Granaglia è stratosferico batte tutti i suoi avversari nell'ordine: Baroetto, Imbert, Millon, Perrier, Hugon, Verchère, e Cartier. Contro Millon vince 15-11 con 37 su 40 e con 7 ferme mentre il francese colpisce 20 su 22. La media finale di tutti gli incontri sarà per Granaglia di 83.23% Ormai Granaglia è l'uomo dei record , le sue medie superano di gran lunga quelle degli avversari ma non sembra ancora aver raggiunto l'apice, il suo miglioramento è continuo, nel 1966 Umberto realizza un record con le sue bocce vuote che difficilmente sarà eguagliabile con le attuali piene, Granaglia con Baroetto, Benevene e Chianale vincono a Place Arson il prestigiosissimo G:P: di Nizza, su dieci partite disputate dal campionoissimo, 3 dimostrative e 7 del torneo, Granaglia colpirà 103 bocciate su 106 tirate con la media extraterrestre di 97.1% !!! Superava così la media storica da lui centrata nella stessa stagione a Cannes in coppia con Grangetto 90 colpite su 98 91.8% !!! Ma torniamo a Place Arso, nella finale contro la formazione di Andreoli, Umberto deve tirare a un pallino a 26 metri di distanza a 10 centimetri sia dalla linea di fondo che da quella laterale, una bocciata difficilissima resa psicologicamente ancor più ardua dal fatto che a lui è rimasta l'ultima boccia. La riuscita del colpo mandò in delirio il pubblico e mutò l'andamento dell'incontro che fino a quel momento i suoi avversari conducevano per dieci lunghezze di vantaggio. Finì 15-13 per la quadretta di Granaglia, ed alla fine mentre si allontanava dal campo, un vecchio gli si avvicinò e gli disse : "ho conosciuto qui a Place Arson, tutti i più bravi giocatori del passato, ma non avevo mai visto nulla di simile!" Per Granaglia questo complimento valse più del premio che stava andando a ritirare. Ma Granaglia non si ferma più con Grangetto, Benevene e Bragaglia, vince pure la coppa città di Parigi chiudendo 4 partite su sette senza lasciar fare un punro agli avversari. Naturalmente ora bisognava far dimenticare la Caporetto dell'anno precedente vincendo i due tornei più importanti, Coppa Europa e Campionato Mondiale.

 

 

 

 

Accedi per commentare

"Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perché viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa.

Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001."