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Umberto Granaglia, il campionissimo 3/18

GranagliaLa stagione 1958 è l'ultima che vede il binomio Pino Motto, Umberto Granaglia, da una parte il capitano che usa il pugno di ferro, dall'altra un campione che ormai si sente affermato. Il 1959 non fu per il campionissimo una stagione esaltante. A coppie Granaglia con Alfieri vince la gara di Vercelli e il torneo di Lione "Contreplaquè" con 512 formazioni iscritte. Non è finita perchè Berto vince il torneo di Pasqua a Tolosa e quello di Montauban con l'inedita formazione che vede oltre ad Umberto pure Macocco,Bauducco e Baroetto, vince anche a Gap con Macocco, Pino e Angelo Motto. A fine stagione 1959, si laurea campione italiano nell'individuale a Savigliano battendo in finale per 15-14 "Billo" Canepa. E' questa una vittoria per la Viglianese, breve parentesi prima di passare al Fiat. Nella Coppa Europa Principe di Monaco a Digione Granaglia, Baroetto, Carrera e Rivano salgono sul gradino più alto nella gara più importante dopo il mondiale. Ma l'incontro della stagione è senza ombra di dubbio quello di gap dove un indiavolato Millon non vuole ceder a Granaglia nel 39° trofeo della cittadina. Il tabellino dice 15-11 per gli italiani dopo 5 ore e 15 minuti di partita con 32 giocate e 21 annulli. Millon 13 pallini colpiti su 15 Didier 4 e Reffet 3, Granaglia un annullo. Il 1959 a livello internazionale è amaro per l'Italia che a Ginevra manca il tris dopo i successi del 57 e 58. La nostra formazione con Granaglia, Motto, Macocco, Bauducco, fatica già nella fase eliminatori con Marocco e Francia. Nella seconda fase Umberto batte la formazione di Carret per 15-12 e poi batte anche quella di Pantanella. Si arriva alla semifinale e mentre l'Italia di Camusso, Morelli, Zeppa e Bragaglia hanno la meglio dei francesi di pantanella, l'altra formazione di Macocco cede a Millon, Million, Reffet e Rouffia per 18-11. La finale sarà poi vinta dalla Francia per 18-11.

Il 1960 fu l'anno in cui Granaglia cambia casacca. Lo vuole fortemente il dott.Luigi Sambuelli Sopraintendente del C.S.Fiat Torino ed il fido Giovanni Parigi direttore sportivo della sezione bocce. Contattato Granaglia lo trovarono disponibile a passare nella loro società. Motto ci rimase male e profetizzò che Umberto nella nuova squadra avrebbe trovato problemi a vincere. La profezia di Motto non si avverò e Granaglia con Macocco,Bragaglia e Colombino cominciarono a vincere. Questa fu la formazione per il biennio 1060/61, poi nel secondo biennio Colombino si arrese allo stress e fu sostituito da Nepote Pola. Citiamo solo alcune vittorie del Fiat: Bordighera (2 Volte), Alassio, Savigliano, Genova (2 Volte), Ferrania, Torino, ed in campo internazionale Annecy, Voiron, Valence, Nizza e Vienna. Il capolavoro lo realizzarono a Lione nel 51° Torneo di Pentecoste con Gremo che sostituì Macocco, Nepote e Bragaglia. Per tutte quattro le stagioni che Granaglia giocò nel Fiat anche in nazionale le cose andarono bene, Nella Coppa Principe di Monaco vittoria nel 1960 con Macocco, Baroetto, Gaggero, nel 1961 Baroetto, Cuneo, Rivano, e nel 1962/1963 con Macocco, Baroetto e Rivano. 

GranagliaCiò che lancerà l'Italia definitivamente ai vertici mondiali saranno i titoli del mondo conquistati a Nizza con Granaglia, Macocco, Gaggero, Bragaglia, nel 1961 a Torino nel 62 a Gerona, e nel 63 a Tolosa sempre con la stessa formazione Granaglia, Macocco, Baroetto, Bragaglia, saranno chiamati i "4 uomini d'oro" e penso che sia stata questa la formazione più forte della storia, imitata qualche anno dopo dalla formazione Granaglia,Sturla,Benevene,Baroetto e da Granaglia, Sturla, Andreoli, Suini. E' difficile dire quale di queste quadrette è stata la più forte, io le ho viste tutte ma sinceramente non saprei quale mettere sul podio. La prima forse la più tecnica, la terza la più spettacolare. Quest'ultima la vidi fare 6 punti in una manche con 6 bocciate nel quadro. Torniamo al 1961, quando il campionato del mondo fu organizzato a Torino, granaglia temette di non potervi partecipare, infatti venne colpito dda un attacco di ulcera malanno che afflisse per parecchio tempo il campione. Quella del 61 fu una crisi molto violenta che costrinse Umberto a letto per una settimana. Solo due giorni prima dell'inizio delle gare il Berto si rimise in piedi e raggiunse i compagni che si stavano allenando alle Vallette. Grazie alle prestazioni da fuoriclasse di Michelangelo Macocco, superarono i primi turni e il rischi maggiori li in contrarono contro l'agguerita formazione di Carrera, Cuneo, Gaggero e Rivano ma Macocco e Granaglia ebbero la meglio per 15-13, fu quasi priva la finale che si mise subito bene per gli italiani e alla fine dopo essere andati in vantaggio 8-4 non lasciarono più nessun punto ai francesi Millon, Imbert, Michel e Carret vincendo per 18-4. 

Nel 1962 ancora la quadretta di Millon , questa volta con Queron,Carret e Rouffia, dovette soccombere contro i 4 uomini d'oro dopo 4 ore e mezzo di gioco. Nel 1963 ci fu una vera e propria ribellione contro il campione francese il vecchio Millon e il pluri campione non venne selezionato, a lui vennero attribuite le sconfitte contro l'Italia. ma L'italia era un rullo compressoe, in sei parite lasciarono agli avversari solo 6 punti.13-0 a Spagna, Marocco, Francia e Svizzera, 15-4 in semifinale contro la francia di Marty,Rivoire,Verchère,,Carret e 18-2 la finale contro i francesi Pantanella, Queron, Imbert e il nuovo astro nascente Cheviet, questi ultimi erano arrivati in finale battendo Benevene, Mollo, Gaggero, Rivano.

La tournée in Sud America

A Cavallo tra il 60 e il 61, Granaglia con Macocco,Gaggero e Bragaglia partecipa ad una tournée in Sud America. Patrocinato dalla Martini & Rossi durò oltre un mese e mezzo. I quatro campioni del mondo vennero accompagnati dal comm. Luigi vaudano, e dal cav. Luciano raviolo. le esibizioni si svolsero in Uruguay,Cile,Argentina e Brasile. A montevideo la formazione italiana fu accolta dalò presidente della Repubblica Franck Nardone e dal sindaco di Buenos Aires presso la casa Rosada affidando a Raviolo un messaggio da recapitare al sindaco di Torino avv. Amedeo Peyron. Avvicinandosi a Piriapolis, nei pressi della capitale, le auto italiane con i giocatori e i dirigenti vennero accolti da una vera e propria colonna di auto di connazionali con le bandiere italiane.Articoli fotografie e anche un'apparizione in televisione. La sorpresa che attendeva i nostri giocatori erano per prima la "Cianca", il terreno di gioco, un recinto chiuso che non supera i 24 metri di lunghezza ed è circondato ai lati da muretti di cemento o di legno alti anche tre metri. Il fondo del campo è preparato con terra e cemento. Usando a volte le bocce casalinghe gli italiani si trovarono ad utilizzare sfere metalliche o sintetiche di 14 centimetri di diametro di un chilo e mezzo di peso. Granaglia fu il primo ad adattarsi a queste bocce usando già in natura atrezzi di 10.5 per un chilo e 100 grammi, anche Macocco si abituò molto presto, mentre Bragaglia e Gaggero non riuscivano proprio a bocciare. pensate che per annullare la giocata bisognava colpire il pallino e farlo schizare fuori dal gioco superando il muro di cinta. A Montevideo Granaglia fu portato in trionfo, aveva colpito 19 bocciate su 20 facendo schizzare per ben tre volte il pallino al di là del gioco.

 

 

 

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