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Giancarlo Bragaglia, il Cianca 2/2

Bragaglia GiancarloIl più ambito traguardo per un giocatore di bocce e per tutti gli sport, il titolo mondiale. Bragaglia andò vicino a salire sul podio più alto nel 1959 a Ginevra, dove la quadretta francese composta da Millon, Reffet, Rouffia, Million, ebbe la meglio su quella azzurra di Camusso, Morelli, Zeppa, Bragaglia e dopo aver eliminato in semifinale la nostra formazione da due anni campione del mondo con il campionissimo a guidarla. Ma Giancarlo non si perse d'animo e cominciò una serie di successi iridati che ha del straordinario. Nel 1960 a Nizza Marittima, Bragaglia è in campo con Granaglia, Macocco e Gaggero, la finale è un'apoteosi per la nostra nazionale, ma si arriva con una partita di recupero dove i nostri beniamini devono sbarazzarsi dei galletti Millon, Rouffia, Imbert, Reffet, 15-9 sarà il risultato finale, per poi avere la meglio in semifinale contro la seconda formazione italiana composta da Carrera, Camusso, Pino Motto e Baroetto con il punteggio di 18-10, durata 5h e 15' con 21 annulli. La finale sarà altra cosa, Bragaglia si laureerà campione del mondo battendo Dreyfus, Rossi, Lanzi e Carret con il punteggio che parla da solo ... 18-4.

Bragaglia è l'indiscusso puntatore, la perfezione fatta uomo, le sue medie di accosto hanno dell'incredibile. Con Macocco, Granaglia e Baroetto la formazione del Fiat e della nazionale si guadagnerà l'appellativo di "4 uomini d'oro". Il 1961 vede Bragaglia e i suoi moschettieri vincenti a Torino dove la quadretta francese composta da Millon, Carret, Imbert, Michel deve arrendersi con lostesso punteggio dell'anno precedente, 18-4. Il tris iridato, per Giancarlo arriva a Gerona in Spagna, questa volta la finale è più combattuta delle precedenti, ma alla fine la Francia deve inchinarsi per 18-12. E dopo il tris arriva il Poker, a Tolosa, Bragaglia vince il suo quarto titolo mondiale. In semifinale i 4 moschettieri, battono Verchère, Caret, Rivoire, Marty, 15-4 e vanno in finale contro una formazione inedita, senza Millon lasciato a casa e preferito a lui la stella nascente Cheviet, con lui I)mbert, Queron e Pantanella. L'inesperienza dell'astro nascente si fa sentire ed il risultato a favore degli azzurri è umiliante nei confronti dei rivali d'oltralpe, 18-2. Ma il 1963, per Giancarlo è ricco di successi, tra l'altro quello in coppia con Granaglia nel I° Criterium internazionale di Monaco Principato, che per il campione dell'accosto diventerà un successo abituale, vincendolo altre quattro volte. Alla fine della stagione, il "Cianca" totalizzerà in coppia con Granaglia la bellezza di 13 primi posti.

Bragaglia tornerà ad indossare la maglia iridata nel 1966, con Granaglia, Baroetto,Benevene, quest'ultimo astro nascente del boccismo azzurro. Sui campi del Principato gli italiani sono di nuovo a caccia d'oro, nella finale, Bragaglia stabilisce un record difficilmente eguagliabile, 38 accosti su 44 nel raggio dei 50 cm. una cosa da extraterrestri! Queron il suo diretto avversario, viene mortificato. Benevene, anche lui sembra provenire da Marte, colpisce 18 bocciate su 20 con 4 ferme. Millon e Cheviet, questa volta in coppia, non possono nulla contro l'invincibile armata azzurra, il risultato finale parla chiaro 18-3!

Bragaglia Giancarlo

Nel 1967 Giancarlo Bragaglia, a Gap si riconferma campione del mondo con la stessa formazione dell'anno precedente nella già citata storica finale contro i galletti durata 7h e 23'. In casa Bragaglia si fregia di una vittoria importante, il G.P. Cassa di Risparmio, a Torino sui campi dell'Avvenire San Paolo, con Baroetto, Benevene e Granaglia, avendo la meglio su Riviere, Godin, Rossi e Oliver. Poi il successo a Place Arson, 128 quadrette partecipanti, Bragaglia alla scala del boccismo internazionale, è ancora perfetto, con Macocco,Mollo e Vay si impone in finale contro la Way Assauto di Andreoli, Pino Motto, Gremo e Morelli per 13-9. Ad Imperia nuovo successo del Cianca nella coppa Europa Principe di Monaco dove con Granaglia e i due promettenti giovani Benevene e Andreoli sono al loro esordio. Il settimo mondiale per Giancarlo arriva nel 1970, a Digione, dove per la prima volta si può portare solo un formazione, con 6 uomini a disposizione che si possono far ruotare nell'arco del torneo. Granaglia è il capitano, Macocco,Benevene e Sturla i bocciatori, Baroetto il jolly tuttofare, e Bragaglia l'accostatore principe. Giancarlo non giocherà la finale, ma darà il suo apporto dalla panchina,dove vedrà Granaglia,Macocco,Benevene e Baroetto avere la meglio sul Marocco di Bouiri, Guarino, Bourges e Colomb. Nel 1976, Bragaglia vincerà il suo ottavo titolo mondiale, a Torino dove con Granaglia, Andreoli, Sturla, Suini e Torgano, Bragaglia anche in finale sarà perfetto, 27 bocce in accosto nei 50 cm. dopo una rimonta francese, i galletti cedono per 13-11. Bragaglia con questo successo su Bouvet, Berthet, Cheviet e Ferrari, si pone al terzo posto del aplmares mondiale di tutti i tempi con 8 successi dietro a Sturla con 10 ed al campionissimo Granaglia con 13.

 

 

 

 

 

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