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Nicolò Gaggero il "Lino tuttofare" 3/3

Nicolò Gaggero

Nicolò Gaggero

Anche nei tornei Lino Gaggero brilla per la sua tecnica e per come è in grado di guidare la squadra. Più volte è lui che decide come proseguire le giocate. Sempre impeccabile nell'abbigliamento, "la libellula ligure" sfoggia sempre la sua eleganza non solo nel gioco, ma anche nell'abbigliamento, i pantaloni senza mai una piega, la maglietta sempre stirata, sfidando anche le intemperie ed i terreni fangosi, all'opposto di chi si fa beffa delle condizioni del terreno, come ad esempio Razore che addirittura è arrivato persino a distendersi per vedere la pendenza del terreno, a costo di infangarsi dalla testa ai piedi o Cuneo che quando boccia sempre senza concentrazione sembra un carrarmato, impavido anche sotto la neve (una volta si giocava all'aperto con qualunque situazione meteo). Lino con la maglia della Colombo di Genova si aggiudica il torneo di S. Pietro edizione 1960, con Cuneo, Cavalli e Rivano. Nel 1961, passa alla QU.Ma. e i suoi compagni lo seguono, così la celebre quadretta sopra citata  continua a mietere vittorie, si impone dunque nella Targa d'Oro di Alassio e si aggiudica lo scudetto 1962 sempre per la QU.MA. Ma fra questi successi si nota la sua partecipazione ai mondiali del '61 in quel di Torino, dove con Cuneo, Carrera e Rivano è sconfitto solo in semifinale dalla compagine del "Berto" col punteggio di 13-15 e sale sul terzo gradino del podio iridato. Stessa sorte nel '62 in Spagna con la stessa formazione dell'anno precedente, ancora battuto in semifinale dal "Campionissimo" questa volta col punteggio di 10-15 e per l'occorrenza colpirà 4 bocciate su 4 e, incredibile ma vero, fermato per la terza volta consecutiva in semifinale, questa volta a Tolosa e in questa circostanza con i compagni Benevene,Mollo e Rivano battuti per 7-15 dai francesi Imbert, Querom, Pantanella e l'astro nascente Bernard Cheviet. Lino colpirà in questa semifinale 4 bocciate su 9 tirate. Nel 1965 alla "Scala" delle Bocce di Lione (Place Bellecour) con la casacca della Sampierdarenese, con Ghio, Morelli e Molinari cede solo in finale dell'ambitissimo torneo contro la formazione mista Pianelli Traversa - Fiat di Granaglia, Bragaglia, Macocco e Baroetto, i famosi "4 uomini d'oro".

E si giunge così al 1967, quando nella nuova formazione della Italsider, con Longo, Molinari e Puppo si aggiudica nuovamente la targa d'oro di Alassio, mentre manco a dirlo, Lino si ferma per l'ennesima volta nella semifinale del torneo iridato a Gap, 13-15 contro i soliti Granaglia, Baroetto, Bragaglia e il giovane Benevene. Gaggero colpirà 6 bocciate su 9 con tre ferme. E' questo il preludio al titolo dei titoli, come lo ha definito Michelangelo Macocco. A Torino, e correva l'anno 1968... dove con Macocco, Andreoli e Sturla riusciva finalmente a sconfiggere in semifinale con un secco 15-0 la formazione monegasca di Chiabaut, Sevilla, Falcone e Verrando e ad accedere alla tanto ambita finale contro il "Berto Granaglia"il Cianca Bragaglia, Aldo Baroetto e il fenomeno nascente Benevene. Pensate che in campo si sfidano giocatori che sommando le loro vittorie iridate portano un palmares di ben 29 titoli mondiali. L'Italia 1 con Granaglia: 8 titoli, Baroetto 6, Bragaglia 6, Benevene 2 e l'Italia 2 con Macocco 5 titoli, e Gaggero 2. La differenza di blasone si nota tutta, e i favori dei tecnici vanno alla prima formazione, ma visto che come in ogni sport che si rispetti, i pronostici sono fatti per essere smentiti, anche in questo caso arriva la doccia fredda per i favoriti. La partita inizia alle 15.30 del 19 settembre a Torino, al Palazzetto dello Sport del Parco Ruffini. 7000  gli spettatori con 2000 persone all'esterno che premono per entrare. Dopo 2 ore di gioco la quadretta di Lino e Macocco è in vantaggio per 14-1 con un Andreoli superlativo, poi comincia la riscossa di Granaglia e Benevene: 14-4, 14-6, 14-8, 14-12 e quando il grande Berto va in rimonta, non lo ferma più nessuno, ma in questo caso a rompere la grande rimonta è propri Nicola Sturla, classe 1942, che con un'ottima bocciata  porta il punteggio sul 16-12. Poi si va sul 16-13 ed infine alla 21° giocata, una bocciata di Beppe Andreoli sposta il pallino che si ferma a 26 metri e 40 centimetri ! Gaggero in accosto piazza un ottimo punto e Baroetto glielo porta via fermandosi a 15 centimetri dal pallino. Parte Nicola e ferma la sua sul posto ! Ora l'Italia 2 ha tre punti sul terreno e 2 bocce da giocare. Per la formazione di Granaglia non resta che cercare la soluzione annullando la giocata colpendo il bersaglio piccolo. Lo sfiora Benevene, lo sfiora Granaglia, l'Italia 2 è campione del mondo ! Macocco salta per la gioia e grida: "Bravi ragazzi ! Ve l'avevo detto che avremmo vinto. Per Lino Gaggero è il terzo titolo iridato ed il suo palmares dei mondiali fa registrare a questo punto 3 ori, 2 argenti e 6 bronzi. Ma Gaggero, non poteva chiuder la sua carriera senza l'acuto finale e nel 1969 a Lione (Place Bellecour) con Ghio, Longo e Musante vince di nuovo il più prestigioso torneo internazionale del mondo, bissando quello del 1955. Gaggero vincerà ancora altri tornei, ma penso che sia meglio chiudere qui la carrellata della sua storia con questo acuto finale di un grande tenore proprio alla scala delle bocce. Bravo Lino, nessuno dimenticherà mai le tue imprese e rimarrai per sempre nella storia come "IL Lino tuttofare" o se volete, "l'elegante" o ancora "La libellula Ligure".

 

 

 

 

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