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Nicolò Gaggero il "Lino tuttofare" 2/3

Nicolò Gaggero

Il 1956 è l'anno che riconferma Gaggero come giocatore duttile capace di un ottimo accosto ma anche eccellente bocciatore. Trionfa infatti nel campionato italiano individuale ad Alessandria, bissando il titolo già vinto nel 1950. E' il preludio per "Lino" del suo primo titolo iridato e primo anche per l'Italia. Fino ad ora l'iride è sempre stata ad appannaggio dei francesi. Otto edizioni su otto sono andate ai giocatori d'oltralpe. Quattro volte l'ha vinto Pioz, tre volte l'hanno vinto Million, Roissard e Reffet, due volte Marty e poi una volta Millon, Dreyfus, Pantanella, Delay Termoz e compagni. Per gli italiani solo piazze d'onore, tre volte in finale e tre volte battuti dai francesi. Gli sono andati vicino Grangetto, Zangolini, Vecco-Garda, Destefanis nel '47 a Ginevra, Rivano, Granara, Rampilli e Gaggero nel '54 a St. Etienne, ed ancora con Razore, Camusso, Piccardo e Garino nel '56 a Torino.

L'8 settembre 1956 ad Alessandria, avvengono le votazioni federali che portano il Dott. Luigi Sambuelli alla presidenza dell'UBI, appena rinata nel mese di luglio. L'8 dicembre a Biella viene ufficialmente e definitivamente riconosciuta  l'UBI che subito dopo è riconosciuta dalla Federazione Mondiale Bocce. E' l'inizio di un'avventura che non ha ancora avuto fine e che ha portato la nostra nazione innumerevoli volte sul tetto più alto del mondo spezzando l'egemonia dei francesi. Il presidente Sambuelli vuole provare a mettere insieme i migliori giocatori del momento. Sarà Andrea Robotti a guidare gli azzurri a Beziers in Francia per la nona edizione del mondiale. All'arena dei tori, le formazioni azzurre sono 4: Italia 1 con Granaglia, G. Motto (Pino), Carrera e Gaggero, Italia 2 con Cuneo, A. Motto, Bauducco e Chianale, Italia 3 con Murya, Cevasco, Puppo e Destefanis, ed infine Italia 4 con Razore, Capurro, Camusso e Ansaldo. L'imperativo è vincere. I francesi rispondono con Francia 1 di Millon, Francia 2 di Reffet, Francia 3 di Andrieu e Francia 4 di Charbonnier. Partecipano in tutto 16 formazioni che rappresentano oltre ad Italia e Francia pure Algeria, Belgio, Marocco, Monaco principato e Svizzera. Come al solito strapotere di Francia e Italia che portano due formazioni ciascuna in semifinale. Italia 1 è opposta alla formazione di Cuneo, e sarà grande battaglia, con qualche polemica finale, da parte dei perdenti che insinuano pressioni da parte del C.T. affinché si portasse Italia 1 in finale. In ogni caso avrà la meglio la formazione di Gaggero per 18-14. Nell'altra semifinale ha la meglio la quadretta di Millon che batte quella dei connazionali Reffet, Roux, Million e Blein per 18-2, risultato questo che suona come passaggio diretto alle finali della formazione che i transalpini ritengono più forte. Reffet ne colpisce infatti 7 su 16 e Roux addirittura solo 15 su 27. Oggi si direbbe che Reffet ha dato il passaggio a Millon.

Ma veniamo alla finale: è da cardiopalma. Sugli spalti, tranne qualche sparuto gruppo di italiani seminascosti, è una ola calcistica tutta per i giocatori di casa. Ma l'Italia capitanata da Pino Motto ha nel suo arco le frecce di Carrera, il più grande individualista della storia che quando è in giornata di grazia non ha rivali al mondo. E' così che gli azzurri si trovano dopo 3 giocate in vantaggio addirittura per 9 a 1. Poi Pioz suona la sveglia Millon lo segue e i due fuoriclasse grazie anche ad una giocata sfortunata dell'Italia si riportano a tre lunghezze dagli azzurri 9 a 6. Un salvataggio di Pioz sul pallino non è perfetto, ed il piccolo bersaglio va a finire fra le bocce di Motto e Gaggero senza uscire dal gioco, sono 4 i punti per l'Italia che si riporta avanti per 13 a 6. Ora i francesi sono punti nell'orgoglio di chi non ha mai assaporato sconfitte, grazie alle prodezze di Pioz e Millon si riporta prima sul 13 a 8 e poi addirittura sul 13 a 10. Ora sono i nostri a subire il contraccolpo psicologico. Carrera colpisce un pallno che ha la stessa sorte di quello di Pioz e si ferma tra le bocce avversarie, Gaggero non riesce a chiudere in accosto ed ora sono 5 i punti per la Francia che si porta in vantaggio per 15 a 13. Il pubblico è in fermento. Nella 9° giocata bella prova di Motto, la grande bocciata di Pioz, ottima bocciata di Carrera ma ottima risposta di Millon, il vantaggio dei francesi diventa di 16 a 13. Alla 10° giocata è Granaglia a cedere e sbaglia la doppia bocciata e i francesi arrivano ad un punto dalla vittoria, 17 a 13. Ormai sembra finita. Sulle gradinate è sconforto totale anche fra i dirigenti azzurri, Andrea Robotti si rivolge al C.T. Aurelio balocco dicendogli: "Andiamo via, è finita, andiamo a vedere la corrida è meglio!" Ma la corrida deve ancora iniziare, e sarà l'Italia a "matare" il toro transalpino. All'undicesima giocata, ancora sotto di bocce a Carrera spetta il compito di salvare la propria compagine. E qui si narra che Carrera prima di bocciare il  bersaglio abbia detto ai compagni: "Vado a bere un pò di the". In realtà si saprà poi che nel termo di Carrera Pino Motto conoscendo le abitudini di Beppe, gli aveva messo il suo preferito, il vin chinato. Comunque sia Carrera va e colpisce annullando la giocata. Nemmeno il tempo di riprendere coraggio e alla 12° giocata si ripete la stessa situazione, l'Italia è ancora sotto di bocce e Beppe deve ripetersi. Ancora una rincorsa, ancora un pallino che rotola fuori dal gioco. Ma ecco tutto cambia: è la 13° giocata ed il 13 porta fortuna all'Italia. Dreyfus accosta ad 80 dal pallino, Motto prende il punto e Millon colpisce, Motto riprende il punto e questa volta Millon fallisce. Ci prova Pioz, ma sbaglia anche lui e Dreyfus si appoggia alla sua e Pioz con l'ultima colpisce quella di Motto che però non esce dal campo. Ora a Granaglia spetta il compito di colpire le due bocce di Dreyfus una attaccata all'altra. Ne colpisce soltanto una e semiferma in campo la sua. Riparte colpisce anche la seconda e semiferma in campo ancora la sua. A questo punto l'Italia ha tre bocce in campo e quattro in mano ai francesi rimangono solo le due di Didier.

Nicolò Gaggero
Nicolò Gaggero

Lungo conciliabolo francese e poi decidono di venire all'accosto. Didier effettua un ottimo accosto al pallino, ma Carrera è ormai un vulcano in eruzione, non si può fermare boccia e ferma anche la sua. Altra riunione di famiglia ed i francesi dopo un a interminabile pensata decidono che l'unica soluzione è tentare l'annullo sul pallino con l'ultima di Didier. Sono momenti interminabili...poi la boccia del francese sfiora soltanto il bersaglio piccolo e finisce sul fondo, l'Italia è per la prima volta campione del mondo. 18- 17 il risultato finale. Gli italiani sugli spalti vengono allo scoperto e per decine di minuti portano in trionfo i nostri giocatori. Gaggero, Motto, Granaglia e Carrera, vestono la maglia tricolore per la prima volta nella storia del boccismo nazionale, rompendo l'egemonia francese che dura dal 1947. I tabellini della finale dicono Carrera 13 su 17 con 5 ferme e 3 pallini salvezza, Granaglia 14 su 23 con 4 ferme e Gaggero 2 su 4.

Purtroppo l'anno successivo in Belgio la formazione vincente viene smembrata:  Motto non sarà riconvocato, mentre Gaggero si ritrova nell'Italia 2 con Carrera, Cuneo e Rivano. Lino dopo aver sconfitto i francesi di Pantanella in semifinale per 18 a 9 con 4 su 6 si trova a dover cedere la finale tutta italiana all'ex compagno di squadra di Beziers, Umberto Granaglia che con Macocco, Baroetto e Bauducco avrà la meglio per 18 a 9. Gaggero ne colpirà ancora 5 su 6 anche in finale.

Nel 1959 in Svizzera, Gaggero arriverà solo (si fa per dire) 5° con Cuneo, Rivano e Valdora, ma nel 1960 dopo lo stop azzurro di Ginevra nel 1959, dove Granaglia perderà in semifinale, rivediamo Nicolò Gaggero il Lino tuttofare detto anche "La libellula ligure" risalire per la seconda volta sul gradino più alto del podio iridato. I suoi compagni sono Granaglia, Macocco e Bragaglia. In semifinale hanno la meglio della formazione azzurra di Camusso, Carrera, Pino Motto e Baroetto con il punteggio di 18-10 e qui Granaglia ormai divenuto un leader, si supera colpendo 34 bocciate su 39 con 6 ferme, mentre il Leone di Carmagnola, Michelangelo Macocco, ne colpisce 19 su 21 con 3 ferme. Gaggero viene chiamato 4 volte alla bocciata e colpisce tre volte. Ma l'incontro non è stato facile, Camusso ne colpì infatti 33 su 49 con due ferme, mentre Carrera 11 volte su 17 con 4 pallini e persino Baroetto ha interpretato il ruolo di vero eroe con 8 su 15, ma udite udite, colpendo addirittura 7 volte il pallino!! In tutto 5 ore e 15 minuti di gioco. In totale 22 salvataggi per la formazione di Carrera. La finale invece è tutta un'altra cosa, Dreyfus, Lanzi, Rossi e Carret vengono annientati per 18-4, Gaggero fa sempre la sua rispettabile prestazione, prezioso a punto e 4 su 5 nella bocciata, Macocco 12 su 16 con due ferme e Granaglia addirittura 30 su 34 con 3 carreaux, inutili le 29 bocciate colpite dal fenomeno Carret ed i suoi due pallini salvezza.

Per Lino il 1960 è stato l'anno più fruttuoso per il suo palmares internazionale, infatti oltre al mondiale si aggiudicherà anche il titolo europeo nella Coppa Principe di Monaco disputata a Torino presso la palestra Ponchia  e vinta con i compagni Granaglia, Macocco e Baroetto e battendo in finale i soliti acerrimi nemici di sempre, i francesi, nell'inedita formazione Millon, Imbert, Rouffia, Roche. Gaggero batte Imbert 15 a 9 ma poi deve cedere per 15 a 14 a Millon in un incontro infinito, ma la sorprendente prestazione del solito Granaglia permetterà all'Italia di vincere il titolo continentale. Alla fine del torneo Gaggero fa segnare 49 bocciate colpite con 9 ferme.

 

 

 

 

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