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Nicolò Gaggero il "Lino tuttofare" 1/3

Nicolò Gaggero

Nicolò Gaggero

Siamo nel 1950, in campo bocciofilo internazionale, dominano i francesi, che non hanno rivali, i nomi che vanno per la maggiore sono Marty, Andrieu, Pilore, Million, Bourguignon, Gallarato, Roissard, Didier, Reffet, Charbonnier, Michel, Lanzi, Pioz, Teisseire deve ancora nascere il mito Millon, mentre in Italia, il fuoriclasse Granaglia ha solo 19 anni e non è ancora conosciuto in campo internazionale. Fra le mura amiche dominano la scena Beppe Carrera, il funambolo, Zangolini, il più elegante, Grangetto, Murta, Merello, Pinceti, Veico-Garda, Pau, Destefanis, Caviglione, Razore, Lupi, Dolcino, Rivano, Marasso, Traverso, e poi ancora il Bocciofilo Alessandrino campioni d'Italia: Amelotti, Pozzi, Depetris, Tavella, il già campione individuale Finotello, ed ancora Ramella, Gubernati, Carosio, Garino, Casavecchia, Camusso, Piccinelli, Manzoni, Tarasco, Bordone, Fracchia, il capitano Pino Motto, Marconi, Zeppa, Roseo e Garavone, e mi scusino gli altri se ho dimenticato alcuni nomi, ma questi erano sicuramente i più blasonati.

A S. Pellegrino si disputa il campionato italiano Individuale, che aveva visto trionfare nelle prime due edizioni Finotello nel 1948 e Pozzi nel 1949. A trionfare è un giovane ventitreenne, Nicolò Gaggero, che sbaraglia tutti ed impressiona per la sua continuità sia nella bocciata che nell'accosto. Gaggero è un ottimo bocciatore, ma in quadretta si alterna anche nei ruoli di secondo puntatore e di spalla al bocciatore di testa. E' insomma un giocatore "Tuttofare" come piace a me definirlo. Viene subito selezionato per i mondiali di Lione. I suoi compagni di squadra della Bocciofila Genovese sono Figari, Spigno e Gianesi, a quei tempi si preferiva mandare formazioni composte da giocatori della stessa società, e dunque le quattro formazioni italiane selezionate erano rispettivamente i campioni italiani della Bocciofilo Alessandrino, già sopra citati, C. Colombo di Genova, con Dellacasa, Murta, Cevasco e Cuttica, la Chiavarese di Noziglia, Arturo e Duilio Biancalani e Rebosio, e naturalmente la formazione sopracitata di Gaggero. Manco a dirlo in semifinale vanno le quattro formazioni francesi e sarà la formazione di Roissard, Reffet, Pioz e Million a vestire la maglia iridata. Gaggero si impegna a fondo, ma la tecnica e l'esperienza dei transalpini sono troppo superiori.

Nico riesce l'anno successivo a fare meglio con Camusso, Maroli e Maccagno riesce a raggiungere le semifinali del mondiale di Marassi, ma la nostra quadretta viene travolta per 18-4 da quella francese di Chiapponi, Gonthier, Poncet e Chaillan che a sua volta sarà sbriciolata in finale dai campioni del mondo in carica per 18-1. Nel 1952 ci riprova per la terza volta a Montecarlo con Rivano, Ferro e Merello, ma è eliminato nei quarti dove tutte le quattro formazioni di Italia e Francia si contendono il passaggio alle semifinali. Ci riusciranno le formazioni di Camoirano e quella di Barberis che però ancora una volta si dovranno inchinare allo strapotere francese. Nel 1953 Gaggero, con la maglia del  San Fruttuoso di Genova, vince il titolo italiano a Terne, con i compagni:  Agostino Gaggero e Cuttica, disciplina che si giocherà solo fino al 1954, e poi non sarà più disputata. Poi con la maglia della C. Colombo sempre di Genova, trionfa a Place Arson (Nizza) nel prestigioso torneo internazionale con i compagni: Merello, Murta e Rampilli, è la prima formazione italiana a trionfare nella scuola delle bocce francesi.

Nicolò Gaggero
Nicolò Gaggero in accosto

Nella stessa formazione Gaggero trionfa sempre nel 1953 anche all'internazionale di San Pietro a Genova e nei mondiali di Losanna, raggiungerà il podio, giungendo terzo con Rivano, Chianale e Razore superati in semifinale dalla quadretta di Michel per 18-2. Gaggero colpirà 11 bocciate su 17 con due ferme, Rivano 14 su 17, Razore 3 su 4 e ci vorranno ben 17 giocate per terminare l'incontro. Ma Morer, Lanzi, Marty e Michel sono infallibili, Morer colpisce 21 su 25 con 5 ferme, e Lanzi 7 su 7. I quattro avranno la meglio in finale della formazione campione del mondo sempre d'oltralpe Million, Roissard, Reffet e Pioz che avevano dominato il mondiale per tre edizioni (18-13 il risultato finale).

Nella stagione 1954, Lino Gaggero tenta la scalata al titolo europeo 1a Edizione, denominato Coppa Principe di Monaco, i suoi compagni sono Granaglia, Diego Zeppa e Chianale. Superati Monaco ed Algeria, si qualificano per le finali, ma i francesi questa volta ci umiliano, Pioz batte Zeppa, Millon supera Gaggero e nel doppio Pioz e Marty battono Granaglia-Chianale per 15-8. Il mondiale si disputa a Saint-Etienne e Gaggero riesce ad arrivare alla finale, in semifinale ha la meglio sulla quadretta di Caviglione con un secco 18-3 dove Rivano è superlativo 18 centri su 20 con due carreaux. In finale Gaggero, Rivano, Granara e Rampilli devono per l'ennesima volta inchinarsi ai francesi Jars, Goyet, Delay Termoz e l'italo francese, il simpatico Pantanella, il risultato finale, 18-13 per i "galletti".

Nel 1955 arrivano in Italia le bocce metalliche, una vera  e propria novità che sostituiscono le precedenti sintetiche e di legno chiodate, le bocce metalliche in Francia le usano già dal 1923, meglio tardi che mai, per l'arrivo del nuovo attrezzo che renderà meno vistosa la differenza fra noi e i francesi. Il mondiale "55" era stato programmato in Algeria, ma a causa di tumulti sociali, gli organizzatori non hanno rischiato di mettere in pericolo l'incolumità dei partecipanti e così viene annullato. Gaggero ripiega sui tornei Internazionale e trionfa all'Università delle Bocce nel Torneo di Place Bellecour a Lione. I suoi compagni si chiamano Longo, Rampilli e Rivano. E' la prima volta che nel torneo più longevo del mondo trionfa una formazione italiana.

Nel 1956 Lino torna a disputare il mondiale, ora ha in formazione l'astro nascente Umberto Granaglia (25 anni), ma al primo impatto i francesi Pioz, Dreyfus, Millon e Didier, superano Gaggero, Granaglia, Motto e Rivano dopo 5 ore di gioco. E' una partita indimenticabile, una perla della storia delle bocce, pensate che i nostri azzurri si trovano in svantaggio per 10-0, quando iniziano la rimonta, punto su punto, ferma su ferma si ritrovano addirittura in vantaggio per 14-10, ma quel punto finale non arriverà mai. I francesi prima pareggiano e poi affondano la stilettata finale battendoci per 15-14. La quadretta di Gaggero, ormai stremata, perde anche il recupero con gli svizzeri Pillonel, Shneider, Antonietti e Orso per 15-13 dopo altre 4 ore di gioco, ma per Nicolò Gaggero e Granaglia e Pino Motto, è il preludio al primo trionfo iridato della storia.

 

   

 

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