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Albino Cuneo, il Gugliemo Tell della bocciata 2/2

Albino Cuneo

Nel 1959 la C. Colombo, dove milita Cuneo, può annoverare una serie di campioni davvero impressionante: i bocciatori di testa Cuneo, Camusso, Rivano e Puppo, i secondi bocciatori Gaggero, Destefani, Razore, Caviglione, Zanelli e gli accostatori Murta, Merello, Cevasco, Piccardo e Rampilli. La società di Mura Capuccine, formò così un'armata pronta a contrastare la fortissima formazione del Fiat di Macocco. In questa stagione arriva alla Colombo Andrea Nicola e Albino Cuneo con questo nuovo compagno trionfa subito nel campionati italiani a coppie in quel di Savigliano. Ma il Fiat è d'avvero ancora una volta invincibile, con il trio Granaglia, Bragaglia, Macocco, miete successi ovunque, e non solo a livello nazionale, con l'apporto di Baroetto diviene imbattibile anche all'estero. Albino intanto sfiora il suo quarto titolo consecutivo nel campionato italiano della bocciata. Colpirà addirittura l'ultimo bersaglio piccolo, ma questo pallino non avrà voglia di muoversi tanto da negargli il trionfo. Trionfo che andrà a V. Botto che sempre a Savigliano si fregerà del titolo con 1010 punti, davanti ad Albino.

Nel 1960 all'ultima giornata del Trofeo Martini, per l'assegnazione dello scudetto, la Colombo sovverte tutti i pronostici e sfruttando lo stop del Fiat e della S.I.S. che cadono nell'ultima prova, li aggancia in testa alla classifica. Albino in questa ultima prova è davvero superlativo. Occorre dunque uno spareggio per l'assegnazione del titolo. Si gioca sui campi della Way Assauto di Asti. In campo si presentano il Fiat con Colombino, Granaglia, Bragaglia e Macocco, il S.I.S. con Carrera, Bertetti, Birolo e Roseo, e naturalmente la Colombo di Cuneo con Gaggero, Rivano e Cavalli. Scintille fino dalle prime battute, ma alla fine trionfa il Fiat che spodesta i campioni in carica della S.I.S.

Ma Cuneo si impegna al massimo anche in campo internazionale! Cuneo dopo il terzo posto con coda polemica nel mondiale vinto dall'Italia nel 57 a Beziers, 2° in quello di Bruxelles nel '58 perdendo solo la finale contro Re Umberto Granaglia con il punteggio di 18 - 9 e dove viene impiegato inspiegabilmente come accostatore, ruolo che non gli è mai stato congeniale, preferendo Carrera e Gaggero alla bocciata e 5° in quello di Nizza nel 1960.

Proprio in questo fine stagione, passa alla QU.MA di Genova, dove con Cavalli, Gaggero e Rivano miete successi ovunque. Subito primo nel torneo di S. Pietro a Genova, continua ad inanellare successi anche nella stagione successiva, dove con la stessa formazione trionfa nel torneo d'apertura ad Alassio (Targa d'oro) bissa il precedente successo nel S.Pietro, conquista il titolo di campione italiano individuale a Domodossola, e chiude la stagione trionfando per la seconda volta anche nel Campionato Europeo "Coppa Principe di Monaco" a Monaco, davanti allo sguardo attento del Principe Ranieri III. Granaglia è trascendentale, Cuneo, Baroetto e Rivano, sono perfetti e così i francesi Imbert, Pantanella, Roche e Rouffia, non hanno scampo nella finale contro gli azzurri. Come al solito meno fortunata è la sua scalata al titolo mondiale svoltosi a Torino, Albino deve ancora accontentarsi, si fa per dire della medaglia di bronzo. Albino può ritenere il 1962, il suo fiore all'occhiello, infatti si aggiudica con i soliti compagni Cavalli, Gaggero e Rivano lo scudetto, che affigge alle maglie della QU.MA. di Genova. Per Albino si tratta del primo scudetto e dell'8° titolo italiano di cui 7 volte ne è campione assoluto.

Albino Cuneo
Albino Cuneo

Il 1963 per Albino subito il trionfo nella Targa d'oro d'Alassio, (terza vittoria nell'ambito torneo internazionale) ma questa volta lo vince con la vecchia maglia della Colombo e con i compagni Cereghino, Debernardi, Razore. Quello del ritorno alla sua vecchia società è solo un passo momentaneo, infatti per il campione ligure stanno per aprirsi le porte della Pianelli Traversa. Granaglia che ha lasciato il Fiat per trasferirsi nell'altra grande armata torinese, lo vuole con lui. La prima uscita con la maglia azzurra e grigia sembra tentennante, nel Trofeo Viale di Torino, Cuneo in coppia con Baroetto è terzo, dietro ai vincitori Macocco e P. Motto del Fiat e Granaglia, Caudera della Pianelli. Era stato proprio Arrigo Caudera a contattare personalmente Albino, andando a casa sua e invitandolo a vestire la nuova maglia della Pianelli. Nel match amichevole di Rive de Giere, la quadretta di Cuneo, Caudera, Alfieri e Granaglia, perde la finale contro i transalpini Verchére, Alonzi, Roche ed il giovanissimo astro nascente Cheviet. Ma i successi non tardano a venire, con Granaglia, Caudera e Baroetto vince il torneo di S.Pietro (terzo centro anche in questo prestigioso torneo) e poi vince a Bordighera, Asti, Alessandria, Loano, mentre ai mondiali di Losanna è terzo con Carrera, Morelli e Rivano e deve cedere in semifinale alla quadretta di Granaglia per 15 - 10, Cuneo colpirà 17 bocciate su 21, con 7 ferme e Carrera, suo compagno 11 su 15 con altrettante 7 bocciate fermate. A consolarlo arriva il suo secondo scudetto vinto questa volta con la maglia del Pianelli e con i compagni Granaglia, Baroetto e Caudera. Nel 1965, non sarà convocato in nazionale per motivi di salute ed il suo posto verrà preso da Ghio, mentre farà ritorno a vestire i colori azzurri nel '66.

Nel frattempo si chiude per lui la breve parentesi Pianelli Traversa e ritorna nella QU.MA. Genova. Ai mondiali di Montecarlo, viene convocato nell'Italia 2, con la stella nascente Beppe Andreoli, Pino Motto, e Morelli, e rimpiazza Gremo. Destino crudele le due formazioni italiane si devono ancora una volta incontrare in semifinale, le due ferme di Cuneo ed il suo pallino salvezza, non servono a fermare il ciclone Benevene (20 su 22 con 2 ferme) anche Morelli annulla 4 volte, ma alla fine devono cedere per 15- 4. Questo è il suo ultimo tentativo di conquista del titolo mondiale e la sua 15° maglia azzurra vestita per l'occorrenza. Albino trionferà ancora nel torneo internazionale di Gap con V. Botto, Dentone e Mollo. Poi negli anni 80 dopo la retrocessione in serie "B" diventa lo spauracchio dei cadetti, ed infine decide di ritirarsi e di dedicarsi al gioco delle Petanque dove nell'ABG Genova vince il titolo individuale nel 1997 di serie "C" e quello a terne nella serie "B" per concludere nel 1998 con la maglia dell'AMPI Molassana il titolo di Serie "A". Con lui alle petanque si cimenta anche l'amico Elio Anulare, che vince il titolo individuale di "C" nel 1997 e nel 2000 a terne quello di "B".

Concludendo, Albino Cuneo pur non essendosi mai imposto nel torneo mondiale lo si può collocare senza timore di smentita fra i migliori giocatori del passato con un palmares davvero invidiabile: 2 titoli europei, 7 titoli italiani assoluti, e due scudetti. Un giocatore davvero incredibile a cui possiamo proprio concedere il pronome di Guglielmo Tell della bocciata.

 

 

   

 

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