Menu

      

Albino Cuneo, il Gugliemo Tell della bocciata 1/2

Albino Cuneo
Albino Cuneo

Potremmo dire che il motto valido per definire Cuneo sarebbe: essere campione del mondo, senza vincerlo. Infatti, nel dopoguerra è stato considerato a tratti il più grande bocciatore del mondo. Sabato 13 marzo 2013, a Novara, durante la Coppa città di Novara valevole come prova di Coppa Italia, ho avuto una grande soddisfazione. L'amico Ferrari, che sarebbe stato impegnato nella gara,  ha portato con sé il grande Albino Cuneo, al fine di farmelo conoscere e dandomi la possibilità di intervistarlo, al fine di tracciare un profilo sul grande giocatore del passato. Ebbene, non è servita l'intervista, grazie alla sua grande lucidità ed una memoria ferrea, mi è bastato ascoltare i suoi racconti fatti di imprese storiche e giocate spettacolari, per tracciarne un quadro emozionante sul campione ligure che fu definito dal campionissimo Umberto Granaglia come il più grande bocciatore ligure dei decenni 40,50 e 60. Come per il fuoriclasse francese Joseph Gallarato, anche per Albino Cuneo, viene spontaneo chiedersi, come mai non abbia mai vinto un mondiale. C'è andato diverse volte vicino e lo vedremo ripercorrendo la carrellata sulla sua straordinaria carriera, ma su tutti un aneddoto da lui raccontatomi, può spiegarlo meglio.

Durante una semifinale mondiale, la quadretta di Albino e Carrera, dovette scontrarsi con quella del connazionale Granaglia. Cuneo e compagni, venivano da lunghe e sfibranti partite, e pur essendo in vantaggio per 8-3, destavano nel D.S. Robotti la paura che in caso di vittoria, sarebbero arrivati alla finale contro i francesi di Millon, troppo stanchi per poter tentare la vittoria. Ad un certo punto il D.S. avvicina il puntatore di Albino e in un orecchio gli mormora: "Buttale fuori". Così avvenne, e non servirono i numerosi salvataggi sul pallino di Cuneo e di Carrera, per portare a termine vittoriosamente l'incontro. Alla fine la quadretta di Granaglia, ebbe la meglio per 18-14.

Ma veniamo all'inizio della carriera del grande Albino. Muove i primi passi nell'ABC (Associazione Bocciofila Chiavarese) squadra che annovera già nell'anteguerra grandi campioni che arrivano a vincere titoli italiani, prima dell'unificazione federale. I migliori giocatori del circolo Chiavarese, sono per l'anteguerra: Ugo Meli, Piero Meli, ValleBella, Balbi, Molinari, Sambuceti, Solari e Mangiante e nel dopo guerra: Sannazzali, Copello, Vanti, Biancalani, Cereghino, Vaccaro, ancora Ugo Meli e tanti altri, ma Albino ha qualcosa che gli altri non hanno, lui non è un puntatore che sa bocciare, lui è un bocciatore impareggiabile, un cecchino che non sbaglia mai. colpisce i pallini come se fossero angurie, e fa ferme su qualsiasi campo, secco, umido, con la palta. Viene ritenuto anche dai francesi uno dei più forti bocciatori al mondo. I migliori sono Gallarato, Millon, Pioz, Carrera e Cuneo. Ben presto divenne amico dell'altro funambolo delle bocce, il piemontese Beppe Carrera, che solo lui poteva amichevolmente chiamarlo "Beppe al matt" I due si sono più volte esibiti in Show fuori programma, come gli Harlem del Basket, sui campi dove non si gareggiava, c'erano a quei tempi più spettatori che a seguire gli incontri e Carrera sfoggiava la famosa bocciata a due mani, mentre Cuneo si cimentava nel difficilissimo e pericoloso colpo di "Guglielmo Tell", che consisteva nel colpire la boccia sistemata sul palmo della mano di un amico che naturalmente riponeva la massima fiducia nel campione. Poi si esibivano entrambi nel colpire la monetina posta sull'ultima riga, o ancora il pallino posizionato su di un camparino, posto sul bottiglione da due litri, senza far cadere le bottiglie. 

Albino Cuneo

Ma la sua carriera ufficiale post bellica ha inizio con la vittoria del titolo italiano a Coppie nel 1954 a Vercelli, vinto con il compagno di tante battaglie Ugo Meli, con la gloriosa maglia della Chiavarese. Meli era un uomo di 100 chilogrammi ben distribuiti, ma atletico e scattante, ottimo accostatore e buon bocciatore. Sua madre gestiva il bar della bocciofila Chiavarese. La sua attività imprenditoriale nel marmo, lo costrinse a lasciare il gioco troppo presto. Per Albino cominciano a fioccare la vittorie, che culminano con la vittoria nell'ambito trofeo Targa d'oro di Alassio dove sempre per ABC trionfa battendo con i compagni Giuseppe Bruzzone, Ugo Meli e Sambuceti tutte le formazioni più forti d'Italia. Ma il Gugliemo Tell della bocciata deve dimostrare di essere il N° 1 nazionale, e deve dimostrarlo nel campionato italiano "Bocciata" (il Tiro di Precisione attuale, con regole diverse). Deve vincere la concorrenza di grandi giocatori come Carrera campione italiano in carica, di Quirico, Rivano, i fratelli Botto. Cuneo è insuperabile e alla fine vince il titolo 1956 con 830 punti e si prepara per il gran salto, che lo vedrà impegnato in campo internazionale a difendere i colori azzurri. Il 5 e 6 giugno, a Monaco lo si vede impegnato nella Coppa Principe di Monaco valida come titolo Europeo. Con Gaggero, Rivano e Carbone arriva fino alle finali, ma la mancanza del giovane Granaglia lasciato a  casa perché ritenuto non in forma, si fa sentire e l'esperienza dei transalpini, determinano la sconfitta per 5-0 nel computo finale degli incontri che si disputa col sistema della Coppa Davis del Tennis. Pioz, Millon, Gallarato e Marty, sono ancora troppo esperti per i nostri azzurri. Dal 26 al 29 ottobre 1956, a Torino, si disputa il campionato del mondo ed il divario fra noi ed i francesi appare ancora evidente. La quadretta di Albino Cuneo, viene eliminata subito ma ha la consolazione di vincere il girone dei perdenti denominato Coppa delle Nazioni, con Albino giocano Bauducco, Zanardi e Alfieri. Ma i francesi fanno 7 titoli su 7. I Campioni iridati sono Millon, Didier, Dreyfus e Pioz.

Se per Cuneo in campo internazionale non è ancora arrivata la consacrazione, in campo nazionale, non ha rivali. Rivince il titolo italiano della bocciata stabilendo un record incredibile di 1.220 punti e battendo quello precedente di Carrera che era di 960 punti. Questo record di Cuneo, sarà eguagliato da Granaglia nel 1961 e battuto definitivamente nel 1966 da Beppe Andreoli che lo portò 1.495 punti, e resta il record del vecchio sistema di tiro di precisione. Albino nel 1957 è terzo nella Boccia d'oro Martini con Topalio, e i suoi successi nazionali fioccano. Il 1958, vede Albino cambiare casacca e trasferirsi nella Colombo di Genova e lo vede subito trionfare per la terza volta consecutiva nel campionato italiano di Tiro. Ad Asti vince con 1.190 punti e poi con Rivano bissa il titolo italiano a Coppie già vinto nel 1954. Questo è il preludio al suo primo titolo continentale. Ma l'appuntamento principe, è come sempre quello di Lione a Place Bellecour, l'università delle bocce, chi trionfa qui si laurea letteralmente boccista a livello universale. Dal 16 al 18 giugno, Cuneo è impegnato a dare spettacolo anche ai buon gustai francesi, con Razore, Gaggero e Longo cadono solo dopo 4h e 30' di gioco per 12-15 alla quadretta francese di Arsac e Boyer. Cuneo colpisce 42 bocciate su 55 e annulla 4 volte il pallino, ma a Chiavari nella Coppa Principe di monaco, davanti al pubblico amico, Albino finalmente trionfa anche in campo europeo, e con Carrera, Baroetto e Rivano, vince la finale battendo i campioni transalpini Pioz, Millon, Gallarato e Imbert con il punteggio di 3-2. Beppe al Matt, Guglielmo Tell hanno avuto finalmente la meglio di Dartagnan Millon e dei suoi tre moschettieri. Pensate che nell'ultimo incontro individuale fra Baroetto e Pioz, sul risultato di 14-14, prima della vittoria del nostro Aldo, il campione francese era talmente stanco che non facendocela più a curvarsi, si faceva aiutare da un addetto per raccogliere le bocce. Questo successo Europeo lanciava Albino Cuneo nell'olimpo del boccismo mondiale.

 

 

   

 

Accedi per commentare

"Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perché viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa.

Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001."