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Aldo Baroetto, il Gentleman 4/5

Baroetto
Aldo Baroetto in bocciata

Il mondiale di Gap è stato senza dubbio il più combattuto della storia. Granaglia, Benevene, Baroetto e Bragaglia se lo sono proprio meritato giocando la finale più lunga e combattuta della storia. Per avere la meglio di Cheviet, Imbert, Oliver, Bouvet, hanno impiegato 7 ore e 23 minuti con 38 lanci del pallino, ed il risultato finale è stato ovviamente il più tirato, 18-17 per l'Italia, pensate che sul 17 pari si sono annullate 7 giocate. Gli annulli totali sono stati 14. Se a questa lunga finale si aggiunge lo sforzo fatto dai campioni azzurri, le 4 ore e 30 minuti impiegati per battere in semifinale i compagni Andreoli, Ghio, Gaggero e Longo, i campioni hanno giocato ben 12 ore nelle ultime due partite, qualcosa di impensabile attualmente. Tornando a Baroetto, questo è stato il suo sesto titolo iridato ma la stagione 1967 è pure stata per Aldo quella della conquista del titolo italiano di società con la Pianelli Traversa con i compagni Benevene, Bragaglia e Granaglia. La società di Torino non ha avuto rivali. Nell'annata 1968, il gentleman inizia subito con il successo nella Targa D'oro di Alassio con Caudera, Granaglia e Boaretto, per poi continuare con una serie di successi strepitosi, il G.P. di Nizza a Place Arson, con Granaglia, Andreoli e Bragaglia, il Torneo Internazionale di Bourgoin sempre nella stessa formazione, mentre in campo nzionale, vince il suo 4° titolo italiano di società con la Pianelli Traversa con Granaglia, Benevene, Chianale, Caudera e Luigi Zeppa. Baroetto ora non si ferma più e la stagione seguente rivince il titolo di Società con la Pianelli con Andreoli al posto di Benevene e con Paletto e Clerico al posto di Chianale e Zeppa.

Baroetto
Aldo Baroetto in accosto

Il '69 segna per Aldo anche la vittoria del Titolo Italiano a Coppie disputato a Novara, con quella finale storica che io vidi di persona, e che mostrò i colpi inimitabili del compagno di Baroetto, Umberto Granaglia. Poi vittoria ad Alassio, nella Targa d'oro con Andreoli, Bragaglia e Granaglia, bissando il titolo dell'anno precedente. Nel 1970, Aldo indosserà la sua ultima maglia iridata, nel campionato del mondo disputato a Digione dal 18 al 21 settembre. 16 le quadrette partecipanti in rappresentanza di 11 nazioni e forfait all'ultimo momento della Spagna. L'Italia schiera oltre ad Aldo, Granaglia, Benevene, Bragaglia, Sturla e Macocco. In semifinale Baroetto & Company si sbarazzano dell'Algeria per 15-2 e accedono alla finale contro il sorprendente Marocco che in semifinale ha avuto la meglio della Francia per 15-12. Nuova doccia fredda per la formazione di Cheviet e Millon che dimostrano ancora una volta che due galli nello stesso pollaio non ottengono i risultati sperati. Bouri, Bourges, Guarino e Benhalima nulla possono contro lo strapotere di Granaglia, Macocco, Benevene e Baroetto, 15-2 il risultato finale per gli azzurri. Per Baroetto è il 7° titolo mondiale, fino ad allora è secondo per titoli vinti insieme a Bragaglia, e dietro al campionissimo Umberto che ne ha già vinti 9. Nel '70 Baroetto vince pure il torneo di San Pietro a Genova, con Andreoli, Caudera, Sturla e naturalmente Granaglia, poi con Paletto Andreoli e Granaglia vince la coppa città di Torino, battendo in finale la squadra di Gap, capitanata da Millon con Imbret, Oliver e Joblet.

Nel 1971, Arrigo Caudera divorzia dalla Pianelli e si accasa alla Rivodorese, nella squadra entrerà a far parte anche Piero Paletto che diverrà uno dei più grandi puntatori di sempre. Facendo una parentesi posso dire che una mia personalissima opinione è che i più grandi puntatori italiani del dopoguerra siano stati Suini, Bragaglia, Pino Motto ed appunto Paletto. Credo che in questo ruolo oggi scarseggino i fuoriclasse. Mi si conceda che fra i giovani vedo oggi solo Paolo Ballabene e Manuel Lituri in grado di emulare i grandi accostatori del passato. Tornando a Baroetto, l'annata del '71 è comunque trionfale, vittoria Torino nel torneo "Rivodorese" a quadrette, con Granaglia, Andreoli e Paletto, ad Alassio, con l'ennesima vittoria nella Targa D'oro, sempre con l'identica formazione vincente a Torino e che gli permetterà di vincere pure nel "Criterium Campioni" a Treviso, ad Albissola, a Voltri, Vercelli, Pinerolo, nel Trofeo Martini a Torino nel Bocciodromo del Nizza, nella Coppa Città di Novara, a Casale Monferrato nella gara internazionale a quadrette, ad Alessandria ancora nel trofeo Martini, ancora a Torino nel torneo degli Assi alla S.I.S., a Nizza Place Arson, nel torneo di Pasqua, ad Ivrea nel Martini, a Rivoli e ad Alessandria nelle quadrette di Propaganda, a Gassino nelle quadrette miste, insomma penso che questa formazione formata da Baroetto, Paletto, Andreoli e Granaglia, detenga il record di vittorie in tornei nazionali e non solo.

Il '71 per Baroetto significa anche vincere a San Damiano con Granaglia, Andreoli e Chianale, l'internazionale di Parigi con Granaglia, Andreoli e Grangetto, ad Asti nella notturna "La Grotta" , nella stessa formazione vincente a Parigi, a Torrazzo Biellese con Granaglia, Macocco e Benevene, l'omnium di Lione con Granaglia, Suini e Clerico, e per finire il titolo di campione italiano di società con Granaglia, Andreoli, Clerico, Paletto e Chianale, il campionato italiano assoluto a coppie con Umberto disputato ad Alessandria e ciliegina sulla torta il suo primo Titolo italiano Individuale.


 

 

 

 

 

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alberto ha risposto alla discussione #11920 10/09/2012 16:23
ron ha scritto:
Credo che in questo ruolo oggi scarseggino i fuoriclasse. Mi si conceda che fra i giovani vedo oggi solo Paolo Ballabene e Manuel Lituri in grado di emulare i grandi accostatori del passato.

Ron la pensa esattamente come me. In un post sulle convocazioni per gli europei avevo accennato al nome di Paolo Ballabene come uno dei migliori puntatori in attività, giovane e soprattutto puntatore puro (ma anche bocciatore quando serve, ovviamente). Sono contento che Ron la pensi come me :)

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