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Franco Benevene, il Re dei carreaux 4/4

Benevene
Franco Benevene

Il 1976, vede Franco Benevene vincere il titolo italiano di società con Granaglia, Bragaglia, Selva e Vay, mentre viene ancora una volta escluso dalla nazionale che si aggiudicherà il titolo mondiale a Torino. I successi del campione, cominciano a diminuire, ed il 1977 registra comunque ancora una vittoria di Franco nel campionato italiano a coppie, con il compagno Selva, che veste la maglia del Torino Tuttobocce, società in netta ascesa, e la stagione che segue vede l'arrivo anche del campionissimo Granaglia. E' questa una stagione preparatoria e anche per la nazionale si attendono cambiamenti. Dopo la sconfitta di Macon, viene richiamato Benevene. Ma tornando al 1978, l'Accorsi Tuttobocce, partecipa all'11° torneo di Ginevra, dove fanno bella mostra 142 quadrette provenienti da Italia, Francia, Svizzera e Monaco. L'Accorsi vince 7 partite, dando spettacolo, Benevene, Selva, Granaglia e Andreoli in sostituzione di Bragaglia infortunato ad un ginocchio, presentano Selva ed il campionissimo che si alternano nel ruolo di puntatori, ma quando occorre sanno essere decisivi anche nella bocciata. Benevene ed Andreoli, sono infallibili. Durante il torneo, si fanno apprezzare il Fossano di Bima, il Torino di Minuto, la Biellese di Clerico e naturalmente l'Accorsi di Benevene. In finale, il Tuttobocce trova l'ostacolo Annecy con Chappaz, Fernandez, Condreau e Bouloud. Benevene è insuperabile e l'Accorsi li strapazza con il risultato finale di 13-5. Nella stagione 79, il via del campionato di società, vede l'innovazione più importante della storia del boccismo, ovvero l'inserimento del tempo per partita, già sperimentato durante alcuni tornei invernali, per sondare l'atteggiamento del pubblico abituato da sempre a partite interminabili. La seconda innovazione, consiste nell'attacco al pallino che fino ad ora era stato illimitato in ogni giocata. L'Accorsi parte bene, ma poi deve inchinarsi alla Lancia di Caudera, Sturla, Bruzzone, Vay e Cavassa. Alla fine della stagione di campionato societario, Benevene & Company vinceranno 25 incontri, contro i 28 della Lancia, mentre al posto d'onore la Ciriacese di cat Rastier, la quale si aggiudicherà anche il titolo italiano prova unica a quadrette disputata ad Asti con Micheletta, Ceresa, Macario e Spinello battendo la favorita Lancia per 13-4 in finale.

Come già detto il 79, vede il ritorno di Franco in nazionale e subito torna ad essere una realtà nella lontana terra dei canguri. A Melbourne, sono di scena le coppie, l'Italia schiera alternandoli in campo Benevene, Granaglia e Selva, tutti e tre dell'Accorsi Tuttobocce Torino. Nel girone eliminatorio, ci capitano Jugoslavia, Lussemburgo e Stati Uniti, in semifinale giungono la Francia (Cheviet - Berthet) la Jugoslavia ( Petricevic - Rozman), i nosti (Granaglia, Benevene) e la Svizzera (Orso - Raneda). Francia batte Jugoslavia 13-7 e Italia batte Svizzera 13-2. Si giunge così alla finale che vede ancora una volta uno contro l'altro armati i due campionissimi Granaglia e Cheviet, quest'ultimo ricoprirà il ruolo di accostatore, lasciando l'incombenza della bocciata al compagno Berthet, mentre Granaglia sarà il bomber, mentre Benevene lo ammireremo nel ruolo di accostatore, ruolo inedito per Franco. Granaglia come al solito è perfetto 28 colpite su 29, con 8 ferme, media 96.55%. Benevene 8 su 9 con tre carreaux, come al solito. Bastano 16 giocate (si fa per dire) e l'Italia trionfa per 15-6. Dal risultato può sembrare una partita scontata, ma non è così, sul 3-3, dopo due ferme di Berthet, Cheviet viene chiamato ad una difficile bocciata, se la ferma sono 4 punti per i francesi. Invece no, il destino vuole che Cheviet sfiori il bersaglio, che spostandosi va vicino al pallino. Da un possibile 7-3 per la Francia si passa a 3-4 per l'Italia. Alla 9° giocata, comincia lo spettacolo vero e proprio, due ferme consecutive di Granaglia, Berthet piazza due bei accosti con le ultime due bocce, ma prima Granaglia e poi Benevene colpiscono. Ecco lo score finale per l'Italia: 9-6, 11-6, 12-6. 15-6.

Ma già all'inizio della stagione nell'omnium Italia-Francia, gli azzurri avevano dimostrato superiorità, presso la "Bocciofila la Novella" di Cuneo, Franco e Berto, vincevano e poi si ripetevano un pò dappertutto vincendo ad Aosta, Alessandria, Villar Perosa, Conegliano ecc. ecc... Benevene inanella successi internazionali con Granaglia e Selva vincendo anche a Francoforte e a Aix-Les-Bains.

Benevene
Franco Benevene

Anche al campionato europeo, il trio è perfetto, si gioca al palazzetto dello sport di Albenga, oltre a Franco ci sono, l'immancabile Umberto Granaglia, Vay, Suini ed il ligure Granara. In finale contro i soliti francesi che schierano una formazione inedita, composta di soli giovani, i fuoriclasse Cheviet e Berthet, non sono presenti causa malattia per il primo ed impegni di lavoro per il secondo. I transalpini mettono in campo: Remond, Cluzel, Pellet, Chouvelon, Perrier, 122 anni in 5. Gli italiani conquistano il titolo europeo, ed in evidenza pure le compagini di Svizzera e Slovenia. Il nuovo sistema piace, si disputano infatti una partita a quadrette, 4 partite individuali e 2 coppie con un punteggio rispettivamente di 4, 2 e 3 punti per i vincitori di ogni incontro. Questo sistema è stato considerato dinamico ed apprezzato dal pubblico. Nell'arco di meno di un anno, Benevene si aggiudica due Mondiali ed un Europeo.

Ma il 1980 vede Franco aggiudicarsi anche il titolo italiano a quadrette con Granaglia, Selva ed Andreoli. Il Mondiale si svolge a Monaco, gli azzurri in campo sono Benevene, Selva e Granaglia, il trio vincente, e l'innesto di Suini, Sturla e Andreoli. Dopo 5 anni, la competizione torna allo stadio Ranieri III nel Principato. E' questo l'ultimo mondiale disputato da Granaglia che esige il ruolo di bocciatore di testa. La partita più lunga del torneo Monaco-Jugoslavia, durata 5 ore. Era stato messo il tempo di 4 ore ed in caso di parità 3 manches supplementari e poi i tiri al pallino, il risultato finale 13-12 per Monaco. La partita più corta, Francia-Monaco 13-0 nelle qualifiche. In semifinale l'Italia batte Monaco 13-2 ed in finale fa ancora meglio, 15-2 contro Cheviet, Berthet, Chouvelon, Guillerminet. Sturla è il miglior bocciatore del torneo con 55 colpite su 66 , 11 ferme e 2 pallini.

Il 1982 è il primo anno in cui si vede la nazionale italiana orfana del campionissimo, ritiratosi dalle competizioni internazionali per sua spontanea scelta. Benevene con Andreoli, Suini, Bruzzone e Macario si aggiudica l'ennesimo Europeo a Vales-Les-Bains, dove batte in finale la Francia di Cheviet, Marillat, Noharet, Riva e Pellet per 4-3 (questo è il 5° titolo Europeo per Franco). Il campione farà il bis a Pianezza nell'incontro di rivincita Italia-Francia. Nei mondiali di Grenoble Benevene viene escuso dalla nazionale che orfana di due campioni come Franco ed Umberto, non andrà oltre ad un 5° posto. Franco chiude l'esperienza internazionale con una spettacolare perfomance nel torneo "I magnifici 4" a Fossano, Bocciodromo Forti e Sani, su iniziativa dei signori Bima e Fruttero, appassionati bocciofili della "Granda". Inizialmente Benevene perde contro Cheviet e Granaglia contro Bethet, poi nella partita a coppie i due vincono 13-6 e Benevene è spettacolare negli accosti, poi il "Berto Nazionale", batte l'acerrimo avversario Cheviet per 13-8 con ben 7 ferme.

Si chiude qui la nostra rivisitazione della carriera di uno dei più grandi giocatori della storia. Con Benevene abbiamo la potenza unita alla tecnica, con quel indimenticabile giro di braccio che gli permetteva di rendere il suo lancio personalissimo. Franco è stato sinonimo di agonismo, tecnica, sportività e fantasia e i 5 titoli Mondiali e 5 europei conquistati, parlano chiaro. Per noi resterà sempre "Il Re dei Carreaux".



 



 

 

 

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