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Aldo Baroetto, il Gentleman 3/5

Baroetto
Aldo Baroetto

Il 1962, è l'anno del bis di successi per Aldo Baroetto, infatti vince sia il campionato europeo che il mondiale. Per quanto riguarda la Coppa principe di Monaco valevole come coppa Europa, l'Italia supera in finale la Francia con una prova superlativa, 4-1 il risultato finale degli incontri. Gli azzurri sono in campo con Granaglia, Macocco, Baroetto e Rivano, mentre gli si contrappongono i transalpini: Imbert, Bouvet, Carret, e capitan Millon. Per Baroetto è il quinto titolo europeo ! Nulla possono i francesi contro lo strapotere degli azzurri. Festeggiatissimi gli azzurri dal pubblico amico di casale Monferrato.  A Gerona in Spagna stessa musica , Bragaglia al posto di Rivano e i quattro uomini d'oro ripetono il successo ottenuto a Torino l'anno precedente. Ancora una volta il toro della Pepinière (parco della città di Gap) Robert Millon, deve accontentarsi del posto d'onore. Ancora una volta in semifinale, scontri fratricidi fra le formazioni di Italia e Francia. Carret, Millon, Queron, Rouffia, battono i loro connazionali Ambiard, Barriere, Imbert, Marty con il sonoro punteggio di 15-5, nell'altra semifinale i quattro uomini d'oro superano la formazione dell'Italia 2 di Carrera, Cuneo, Gaggero e Rivano, con un tirato 15-10. Baroetto viene chiamato solo due volte alla bocciata e ne colpisce una. L'arcigno Albino Cuneo ne colpisce 22 su 27 con tre carreaux, Carrera solo 9 su 15 con due ferme, Granaglia 20 su 27 con una ferma, Macocco 8 su 10 e Gaggero 4 su 4.

Ed ecco la finale, incerta combattutissima, gli italiani godono del favore del pronostico, ma contro il grande Millon non si può mai sapere, è un giocatore indomito che vende sempre cara la pelle, come si dice in gergo. Occorreranno 19 giocate per stabilire il vincitore, l'Italia alla fine avrà la meglio per 18-12, ma che sofferenza. Inizio a favore dei francesi che vanno sul 0-5. Poi una rimonta incredibile degli italiani che prima pareggiano e poi dilagano andando in vantaggio addirittura per 15-6. Rimonta caparbia dei francesi che cambiano il primo bocciatore fino a quel momento ruolo rivestito da Carret, l'incombenza se la prende il grande Robert Millon. Manco farlo apposta i francesi recuperano e si portano sullo svantaggio di 16-12. Poi ancora un punto per gli italiani 17-12, e qui la disperata difesa dei francesi che prima di abdicare colpiscono con il grande Carret ben tre pallini per la salvezza. Alla fine sarà 18-12. Granaglia alla fine farà registrare 24 bocciate colpite su 30 tirate con una ferma e ben 4 pallini, Baroetto ancora una volta 1 su 2.

Ma per Baroetto continuano i successi nel 1963 a Gap terra di Millon, Aldo ripete il successo agli europei, con Rivano, Granaglia e Macocco, stessa formazione vincente l'anno precedente a Casale, anche il risultato è identico, 4-1 per i nostri portacolori. Aldo non si ferma più anche a Tolosa si aggiudica l'ennesimo titolo mondiale il quarto consecutivo per l'Italia ed il terzo con la stessa formazione. Granaglia, Macocco, Baroetto e Bragaglia saranno così soprannominati i 4 uomini d'oro. La Francia presenta una formazione inedita con il giovane astro nascente Bernard Cheviet al posto dell'ormai vissuto Robert Millon. L'Italia 2, fa esordire i giovani Benevene e Mollo che li abbina a Gaggero e Rivano. Si mettono in luce nuove formazioni che entusiasmano gli spettatori, sono il Marocco di Arthaud, Monaco di Roggero, e la Svizzera di Foery. Nelle qualificazioni la Francia deve lottare fino allo spasimo contro il Marocco di QAbitbol e solo dopo 4 ore avrà la meglio per 13-10. In semifinale i quattro paladini d'Italia si scontrano con la Francia di Marty, Rivoire, Verchere, Carret ed hanno la meglio per 15-4 Baroetto ne colpisce 3 su 3, mentre nell'altra semifinale Cheviet, Queron, Imbert ed il funambolico Silvio Pantanella, superano l'Italia 2 del giovane Benevene per 15-7.

La finale si presenta per gli italiani come una partita ostica, ma le previsioni non reggono all'evidenza dei fatti, i francesi vengono addirittura umiliati in 11 giocate con il risultato di 18-2. Granaglia 13 su 16 con una ferma, Macocco perfetto 6 su 6, Baroetto 2 su 2, mentre il giovane Cheviet soffre la prima finale e crolla psicologicamente, 3 su 9, mentre Pantanella fa ancora peggio 4 su 13 e nulla vale un pallino colpito per la salvezza dall'italo francese. Ma la Francia ha gettato le fondamenta per una squadra nuova e vivace che con l'astro nascente Cheviet, darà molte soddisfazioni al suo pubblico negli anni a venire.

Il 1964, vede il passaggio di Aldo Baroetto alla Pianelli Traversa con il campionissimo Granaglia che lascia il Fiat per raggiungere la società di Orfeo Pianelli. La Elli Zerboni si scioglie e sono molti i cambi di casacca, Pino Motto e Giuseppe Mollo passano al Fiat, mentre il "Goldenboy" Franco Benevene segue le orme di Granaglia e Baroetto, formando una formazione che non solo contrasterà il Fiat, ma diverrà praticamente imbattibile. Anche la ex squadra di Baroetto, l'Italgas è out oltre ad Aldo, anche Carrera e Roseo se ne vanno mentre Gremo, Lora e Barbero passano alla S.I.S. Torino con Birolo. Il Trofeo Martini che assegna lo scudetto di società è stravinto dalla Pianelli traversa, Baroetto aggiunge un'altra perla al suo già ricchissimo Palmares. Già all'inizio della stagione Aldo aveva brillato ad Alassio dove con Granaglia, Benevene e Caudera si aggiudicava la Targa d'Oro, aveva centrato il bis in Liguria vincendo il Torneo di San Pietro a Genova con Granaglia, Cuneo e Caudera battendo in finale Cheviet, Queron, Imbert e Carret, e poi con la maglia azzurra trionfo ad Annecy questa volta con Macocco, Molinari, Bragaglia e l'immancabile "Berto". 7-6 il risultato finale degli azzurri sulla Francia di Millon tornato in nazionale a dar manforte al giovane Cheviet. Poi ancora una grande prova di Aldo a Grenoble dove con Granaglia, Caudera e Clerico hanno la meglio sui francesi Millon, Zaccardelli, Perrier e Cartier fortissima formazione di Gap. La Pianelli ha la meglio solo dopo 27 giocate e con il minimo scarto, 13-12. Baroetto vince anche nella calura di agosto ad Arbret superando in finale la formazione di Millon e Cheviet, poi come se non bastasse vince con Granaglia il "Criterium" del Principato di Monaco dove Baroetto è perfetto e superano in finale Macocco, Bragaglia 13-12 e Aldo ne colpisce da puntatore, 9 su 13 mentre il Cianca 10 su 13, sempre nella veste di accostatore.

Il 1965 vede la partenza di Albino Cuneo verso Genova mentre nella squadra di Pianelli fa il suo ritorno Luigi Chianale e lasciano la società anche Borla, Alfieri e Clerico. Lo scudetto va al Fiat.

 

I campioni del Mondo 1961-1962-1963

 

Baroetto
Aldo Baroetto

Ma per Aldo non mancano i successi, primo al San Pietro di Genova con Granaglia, Caudera e Chianale, torneo che vincerà anche l'anno successivo con Granaglia, Benevene e Caudera, ma per rivedere Baroetto sui podi più alti nelle gare internazionali, bisogna attendere il 1966, dopo il successo a Parigi con Granaglia, Caudera e Benevene, vince anche il città di Bordighera, il Trofeo Fiat, la coppa città di Biella, la Targa Italsider a Genova, e dopo alcune ore il già citato Trofeo San Pietro sempre nel capoluogo ligure. All'europeo che si disputa ad Asti gli viene invece preferito Gaggero e il grande Aldo viene tenuto a riposo in vista del mondiale che si disputa nel Principato. Con Benevene, Granaglia e Bragaglia, supera in semifinale la quadretta dello stanchissimo Beppe Andreoli che per giungere a questo incontro aveva dovuto con Cuneo, Motto e Morelli sostenere un vero tour de force, prima nella seconda qualificazione, giocando 5 ore e 30 minuti e finita alle ore 22.15 contro i francesi di Millon e Cheviet e dopo aver perso per 13-12 con 4 pallini annullati da Cuneo, doveva subito alle 22.45 iniziare l'altra partita nel recupero contro la formazione di Arsac, che durava 4 ore e 25 minuti e finiva alle 3 e 10 del mattino e vinta dai nostri per 13-10. Senza nulla togliere ai giocatori odierni, credo che la resistenza ed il temperamento di questi giocatori, sarebbe oggi inimitabile, anche perchè giocando con un tempo prestabilito, i nostri attuali campioni, non sono più abituati a sostenere prove di questa durata. Ma come al solito la contro prova non c'è e non possiamo mettere la mano sul fuoco, magari i grandi campioni odierni si preparerebbero alle regole antiche e si adatterebbero a giocare come in passato partite interminabili.

Tornando alla stanchezza della formazione azzurra di Beppe Andreoli, questa pesò in modo determinante nella finale vinta da Baroetto e compagni per 15-4, e passeggiando poi in finale contro i francesi e e aggiudicandosi il suo 5° titolo mondiale con il punteggio di 18-3. Millon, Cheviet, Imbert e Quero, non sono mai stati in partita, fra tutti spicca il tabellino di Benevene che in questa finale ne colpisce 18 su 20 con 4 ferme. Al termine della stagione 1966 ecco il Palmares dei più grandi giocatori del mondo: Granaglia 7 mondiali e 8 europei, Baroetto 5 mondiali e 7 europei, Macocco 5 mondiali e 4 europei, Bragaglia 5 mondiali e 2 europei, Millon 4 mondiali e 3 europei, Pioz 4 mondiali e 3 europei.

Tornando ai successi del 1966 in campo nazionale, Baroetto si aggiudica lo scudetto vincendo il Trofeo Martini, con Granaglia, Benevene e Caudera ed infine vince a Novara il titolo italiano a coppie con Umberto Granaglia. Il 1967 è sulla falsa riga di quello precedente, dopo un riposo stagionale, forzato a causa di un attacco influenzale, Aldo ricomincia a mietere successi; con Granaglia, Benevene e Caudera, vince per la quarta volta consecutiva il Torneo di San Pietro a Genova, mentre con la maglia azzurra vince il torneo internazionale di Bourgoin, con Granaglia, Benevene e Bragaglia, primo è anche nella Targa d'Oro di Alassio con Granaglia, Benevene e Caudera e rivincerà questa manifestazione anche nel '68 e nel '69. Rivince lo scudetto con la Pianelli Traversa, vincendo 4 prove consecutive, a Vercelli, Novara, Genova e Torino, ed è proprio in questa stagione che nasce una nuova stella del boccismo nazionale, si chiama Nicola Sturla, un mito ancora oggi, il successore a pieno merito del campionissimo e che possiamo senza paura di essere smentiti chiamare il Vice Campionissimo. Le sue prestazioni portano la Chiavarese di Cuneo, Razore e Sambuceti a livelli altissimi e alla fine del campionato arriveranno secondi dietro la già citata Pianelli.

L'Italia manca l'appuntamento con l'europeo vinto questa volta dalla Francia in quel di Valence dove Cheviet, Oliver, Carret, Imbert battono i nostri Granaglia, Baroetto, Benevene e Bragaglia nella finale. Ma l'Italia non manca anche in questa stagione  di conquistare il titolo iridato, nell'incontro più combattuto nella storia delle bocce. Si gioca a Gap dal 24 al 27 settembre, Granaglia, Baroetto, Benevene e Bragaglia dopo aver battuto in semifinale l'altra formazione azzurra composta da Andreoli, Ghio, Gaggero e Longo per 15-13, approda alla finale contro i francesi Cheviet, Oliver, Imbert Bouvet, è questa la partita a quadrette più lunga della storia, 7 ore e 23 minuti al cospetto di 4.500 spettatori, 18-17 per l'Italia dopo 38 giocate, i pallini carambolati fuori campo non si contano, Benevene ne colpisce 2, Granaglia 1, Oliver 5, Cheviet 3, Imbert 1, Bouvet 2 ed Andreoli è il miglior giocatore del torneo che per lui si è fermato alla semifinale, 79 colpite su 90 con 20 ferme media 87.77%, medie che se consideriamo lo stress dei mondiali, le bocce vuote, e le durate degli incontri, sono davvero qualcosa di straordinario. Questo per Aldo Baroetto è il suo sesto e penultimo titolo mondiale in carriera.

 

 

 

 

 

  

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