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Aldo Baroetto, il Gentleman 2/5

Baroetto
Aldo Baroetto

1959. Battuta di arresto per Baroetto al mondiale di Ginevra, con Carrera, Roseo e Chianale, che non va oltre il 5° posto. Male vanno anche le altre formazioni azzurre: vedi quella di Cuneo e quella di Granaglia. Solo quella di Camusso, Morelli, Zeppa e Bragaglia, arriva alle finali, ma viene superata dai francesi Millon, Million, Reffet e Rouffia, l'annata è salvata come già detto dalla vittoria del titolo europeo a Digione nella Coppa Principe di Monaco, unica soddisfazione per il nuovo tecnico Andrea Robotti succeduto come C.T. della nazionale ad Aurelio Balocco, deceduto il 3 marzo dello stesso anno. E' giunta l'ora di formare una quadretta che non lasci scampo agli avversari, e Robotti ha subito l'intuizione giusta Granaglia, Macocco, Bragaglia e Baroetto, che diverranno imbattibili e chiamati dai tifosi italiani "I 4 uomini d'oro". Aldo sarà il secondo accostatore di quadretta, mentre Bragaglia farà il primo puntatore, Granaglia il bocciatore di testa e Macocco il secondo. Questa formazione vincerà 3 titoli iridati consecutivi ed Aldo Baroetto, vestirà la maglia iridata nel 61, 62, 63 e pure l'Europeo 64, ma con Benevene al posto di Macocco, poi si aggiudicherà i mondiali 67 e 68 con Gaggero al posto di Bragaglia, l'Europeo 60 con Rivano e Cuneo, quello del 61 con Macocco e Rivano e quelli del 63 e del 64 rispettivamente con Rivano il primo e nella classica formazione dei magnifici 4 il secondo. Una serie di successi davvero invidiabile, e ai giorni nostri difficilmente raggiungibile nel gioco tradizionale. Ma di tutte queste vittorie sopra citate conseguite da Baroetto, c'è sempre il solito ineguagliabile "Berto". Nella lunga intervista al campionissimo Umberto Granaglia, ad opera di Carlo Massari, alla domanda: " Con quale giocatore avresti voluto gareggiare, per assurdo, tutta la vita?" Granaglia, senza esitazione, risponde: " Con Baroetto! Il giocatore più completo e versatile in grado di ricoprire tutti i ruoli in una quadretta. Puntatore SUPER, bocciatore di punta senza pecche, positivo sotto tutti i punti di vista e con un innato senso del gioco. Di indole buona, sportivo, con la capacità di mediare abilmente le situazioni ostiche. Era in grado di mutare ruolo in corso d'opera. Individualista completo e che infondeva fiducia ai compagni. Era soprannominato il "Jolly", ma anche il "Richelieu" del gioco. Sempre con un leggero sorriso sulle labbra, malgrado i colpi mancini che capitavano durante la gara, a volte, e che a molti facevano saltare i nervi. Lui era sempre calmo, pacato, ma con la prontezza dei riflessi per ribaltare la situazione. Era il filosofo della quadretta. Quando io richiamavo all'ordine i compagni, egli affermava sotto voce:" Il CAPO chiama e bisogna rispondere. Lasciamo che gli avversari giochino svolgendo le trame alla prima linea di gioco. Appena entriamo in possesso del pallino lo lanciamo all'estremità del gioco, e siamo a cavallo!" Ed aggiungeva bonariamente: " IL CAPO si arrabbia? Bene, E' segno che siamo sulla strada giusta, è pronto per salire in cattedra."

E se questo è il parere del più grande giocatore della storia, dobbiamo crederci, Aldo Baroetto è stato un grandissimo giocatore. E credo di non essermi sbagliato a soprannominarlo "Il Gentleman", come ho fatto nel titolo, questo suo carattere viene confermato dalle dichiarazioni del "Berto". Sono proprio questi personaggi, come Baroetto, Bragaglia, Gaggero, Paletto ecc. ecc. a far grandi nella storia i giocatori considerati come fuoriclasse, vedi Granaglia, Carrera, Macocco, Sturla, Benevene ecc. ecc. che non si sarebbero guadagnati l'appellativo di "Big" senza l'apporto dei primi citati. Ma torniamo alla cronologia degli eventi.

Baroetto
Aldo Baroetto

Nel 1960 a Nizza, viene ancora preferito Gaggero a Baroetto nella formazione N° 1 italiana. Aldo fa meglio dell'anno precedente a Ginevra, sostiene in modo ottimale Carrera, Camusso e l'esperto puntatore Pino Motto. Questo di Nizza è il mondiale che celebra i 100 anni dell'annessione della città Marittima alla Francia. Nelle qualificazioni la quadretta di Baroetto, lotta selvaggiamente contro i farncesi di Silvio Panrtanella, il famoso franco/napoletano. L'incontro dura più di 5 ore ed alla fine Pantanella, Rimaud, Catin e Trinchero hanno la meglio sugli italiani. Pensate che la quadretta di Carrera si troverà a condurre per 14-0, ma da lì in poi succede l'incredibile, Silvio annullerà per salvarsi 10 volte sul pallino, 5 volte annullerà Rimaud, ed il più grande recupero della storia avviene ed i galletti vinceranno per 15-14. Qualunque altra formazione si sarebbe disunita e abbattuta psicologicamente, invece quella di Baroetto tiene bene e si qualifica nella propria Poule entrando in semifinale. Guarda caso, ancora una volta scontro fratricida fra le formazioni di Carrera e Granaglia. Baroetto & Company pagano la stanchezza dell'incontro con i francesi, lottando però ancora per ben 5 ore e 15 prima di abdicare. Pensate che riusciranno a salvarsi 22 volte sul pallino, 4 volte lo colpirà il Beppe Carrera, addirittura 11 volte si salverà sul bersaglio piccolo Camusso e udite, udite, Aldo Baroetto in veste di secondo puntatore lo colpirà ben 7 volte. Il risultato finale sarà in favore del campionissimo per 18-10 con un Umberto Granaglia super, 34 bocciate colpite su 39 tirate con 4 ferme. Umberto farà benissimo anche in finale dove annienterà i francesi con 30 su 34 con 3 ferme ed un risultato che parla chiaro 18-4 per gli azzurri.

Che giocatori! Che lottatori! Che colpitori! Il 1961, vede subito l'Italia vincente in campo internazionale , Baroetto con Granaglia, Cuneo e Rivano si aggiudica l'europeo allo stadio Ranieri III di Monaco durante la Coppa Europa Principe di Monaco, i francesi sono battuti ancora una volta. Il risultato finale sarà di 3-2 per l'Italia Baroetto supererà nell'individuale Imbert per 15-13.

Visto che come dice il proverbio, l'appetito vien mangiando, il 61 è l'anno del "bis" per Aldo, che sale agli onori iridati a Torino, durante le celebrazioni per il centenario dell'Unità d'Italia. La sede di gara è il palazzo dello sport di Parco Ruffini. Si gioca dal 13 al 15 ottobre. Tre giorni intensissimi di gare. 4 le Poule : nella "A" L'Italia di Cuneo, Carrera, Gaggero, Rivano, mentre nella "C" l'Italia di Camusso, Morelli, Chianale, Cavalli e quella di Granaglia, Macocco, Baroetto, Bragaglia. Eccoli finalmente insieme i 4 moschettieri. Granaglia nella veste consueta di Dartagnan, mentre Macocco potrebbe vestire i panni del potente Portos, mentre Atos sarebbe interpretato perfettamente da Bragaglia, mentre a Baroetto potremmo assegnargli il ruolo di Aramis, per la sua finezza e duttilità. Nella fase iniziale si metteranno in mostra le formazioni di Camusso e Cuneo, per l'Italia, di Falcone per Monaco, Boucard per il Marocco, di Millon per la Francia di Manenti per il Belgio e di Pillonel per la Svizzera, mentre per i sopracitati guasconi, l'inizio è sonnolente, e contro Camusso nella prima partita subiscono un pesante 13-1. Riuscendo a superare la Poule, ecco il pronto recupero della formazione di Aldo che si prende la rivincita contro i loro compagni contro i quali avevano dovuto soccombere nel girone iniziale, mentre Cuneo e compagni infliggono un tremendo 13-0 a Millon. Alla fine delle seconde Poule accedono alle semifinali le 4 formazioni decisamente più in forma, quella di Millon, quella di Arsac, sempre francese, quella di Granaglia e quella di Carrera. Come al solito semifinali fratricide, Millon supera Arsac per 15-6 mentre Granaglia batte il "Beppe funambolo" per 15-13. Baroetto, sempre nel suo ruolo di secondo puntatore è insuperabile, ottimo nell'accosto e grande anche quando viene chiamato alla bocciata, ne colpisce 9 su 11 tirate ottenendo anche 2 ferme e colpendo 2 pallini. Anche in questo caso sono 5 ore di gara davanti a 3.000 spettatori. Ottima la prova del Capitano Granaglia che si riprende dopo un'opaca prestazione in semifinale, dove non andò oltre il 70% di media di bocciate colpite, per lui una prestazione scarsa, ma sostenuta da un ottimo Macocco che ne colpisce 12 su 16 con 3 pallini e 4 ferme. Baroetto contribuisce con 9 su 11 con 2 ferme e 2 pallini. E così Aldo sale per la seconda volta sul gradino più alto del podio, scalata che ripeterà ancora 5 volte nella sua carriera ottenendo 7 titoli mondiali.

Tornando alla cronologia della finale ecco la successione dei punti nelle giocate: per l'Italia 4-0, 6-0, 7-0, 7-2, 7-4, 7-4, 7-4, 7-4, 7-4, 7-4, 8-4, e si arriva alla fatidica 12° manche, i francesi si intestardiscono sulle bocciate e alla fine lasciano 5 bocce in mano agli avversari. Ma sul campo il pallino è coperto da bocce francesi che non permettono l'accosto nella seconda parte del rettangolo di gioco. Breve conciliabolo fra Macocco e Granaglia, poi si decide, "Berto" tira al difficile pallino semi nascosto... lo centra, sono 4 punti per gli italiani che salgono a 12-4. I francesi si disuniscono e in pochi minuti capitolano, 18-4 sono 16 le giocate complessive di questa finale.

Ci siamo dilungati molto nel parlare di mondiali ed europei, ma abbiamo tralasciato per un attimo le gare nazionali, dove Baroetto ottiene il titolo di campione d'Italia di società nell'Italgas con Caudera, Chianale e Roseo, e vince una competizione difficilissima perchè a difendere i colori di campioni d'Italia c'è la formazione più forte, quella dei tre unomini d'oro Granaglia, Macocco, Bragaglia, con l'apporto di Colombino, ed in oltre la forte formazione del QU.MA. di Genova con Cuneo, Gaggero, Rivano e Cavalli e la Elli Zerboni di Motto il "Pino" e Carrera Il "Beppe". Questi erano campionati di società a quadrette! Questo era un gioco delle bocce, spettacolare e che scusatemi e permettetemi qualche mio sentimentalismo, tecnicamente irripetibile oggi, in un gioco sicuramente più variegato, ma con poca possibilità di valutare le forze in campo a livello tecnico (mi riferisco al fatto che durante una partita si giocano nella prima parte le corse e nella seconda il tradizionale, senza quadretta). E' un pò come se per vincere una incontro di calcio si sommassero i risultati di una partita di calcetto, con quella del gioco del calcio tradizionale a 11. E poi ecco che si disputa il Campionato italiano assoluto a quadrette, unica occasione per vedere il principe dei giochi durante l'anno, ad eccezione dei trofei che molte volte si disputano con formazioni miste. Magari aumentando le unità dei giocatori per squadra si potrebbe sostituire la prova a terne con quella a quadrette anche nelle gare del campionato italiano di società. Questo è naturalmente il mio punto di vista, passibile di contestazione e di critica. Scusatemi il mio piccolo sfogo, ma se avessimo la macchina del tempo chissà quanti giovani potendo vedere quei Trofei "Martini" mi darebbero ragione.

 

 


 

 

 

  

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Avatar di alberto
alberto ha risposto alla discussione #10231 29/05/2012 09:14
Ricevo e pubblico con immenso piacere :)

Ciao Ron, sono il genero di Baroetto e volevo ringrariarVi moltissimo, anche a nome di mia moglie Gianna, mio cognato Franco e mia suocera Angela per il bellissimo articolo a lui dedicato

Ho fatto leggere il tuo articolo a mia moglie e si è commossa.
Quello che più ci ha colpito è il modo nel quale hai descritto, oltre ai meriti sportivi, la sua persona, il suo carattere sempre allegro e la sua bontà e la sua calma anche nei momenti difficili. Non sappiamo se tu lo hai consciuto ma da come l'hai descritto si direbbe di si.
Questa sera assisteremo alla finale del memorial Baroetto che ogni anno viene organizzato dal comune di San Mauro.
Stai certo che faremo leggere il tuo scritto a tutti quelli che lo conoscevano.
Noi ti ringraziamo ancora e ci farebbe certamente molto piacere se tu pubblicassi questo ringraziamento sul sito.
In segno di riconoscimento vorremmo inviarti queste sue due foto che a noi piacciono moltissimo

saluti
Nino Carota



Avatar di molivero78
molivero78 ha risposto alla discussione #10004 18/05/2012 08:04
io concordo in pieno con lo "sfogo".....
la penso esattamente come te....

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