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Aldo Baroetto, il Gentleman 1/5

Baroetto
Aldo Baroetto

Aldo Baroetto è stato un giocatore duttile, elegante, correttissimo, a mio giudizio il più grande secondo puntatore di quadretta che sia mai esistito. Mi ricordo di averlo più volte visto colpire la boccia e fermarla al primo lancio, dopo magari un'ora di gioco in accosto. Chi gioca alle bocce sa quanto sia difficile colpire le bocciate da freddo. Ecco perchè con Bragaglia primo puntatore, Granaglia primo bocciatore e Macocco secondo, faceva parte di quella famosa quadretta che negli anni "60" veniva chiamata dei "4 uomini d'oro", quadretta che eguagliò il record di mondiali vinti consecutivamente, tre, negli anni 1961/62/63 record che spettava a Roissard, Million, Pioz e Reffet (1950,51,52).

Aldo era nato il 18 agosto 1925 a Bardassano (Torino), e cominciò molto presto per quegli anni a giocare alle bocce. A quei tempi, negli anni "40" essere giovani significava avere dai 20 ai 25 anni, oggi l'età media dei giocatori neofiti è diminuita, esserdo entrate in gioco specialità come la staffetta ed il progressivo che sono tipiche specialità per giovani. In secondo luogo, una volta era molto difficile poter entrare nella cerchia dei grandi che non erano propensi a rischiare di perdere una gara per colpa di un ragazzotto. La sua vera consacrazione la ebbe nella Lancia Torino, dove nel 1956, vinse il campionato Italiano di società, con Bertetti, Bordone e Corno. Le sue prestazioni impressionarono così tanto i dirigenti federali che venne subito chiamato in Nazionale a difendere i colori azzurri nella seconda formazione quella dei compagni campioni d'Italia.

Per la prima volta Torino organizzava i mondiali e l'impegno dell'organizzazione fu davvero eccellente. Si crearono dei campi artificiale nel magnifico Palazzo delle Esposizioni, salone G.Agnelli, al Parco del Valentino con splendida illuminazione e gradinate che potevano contenere 4.000 posti, sempre interamente occupati nei tre giorni della manifestazione. Inizio il 26 ottobre con la presentazione delle squadre e finale il giorno 29. Nel corso delle semifinali, in tribuna d'onore è presente anche il campionissimo del ciclismo Fauso Coppi. La Polizia ha il suo impegno massimo durante la finale per arginare il flusso delle persone che supera le 5.000 unitè e che non trova più posto sulle gradinate. Subito una sorpresa, la quadretta N° 1 italiana quella di G.Motto, Granaglia, Rivano e Gaggero esce di scena battuta dopo 5 ore di gioco. Pensate che la quadretta del campionissimo stava vincendo 10-0, poi rimonta dei francesi Pioz, Didier, Pioz, Dreyfus, che si avvicinano agli italiani 12-14 ed infine, vincono per 15-14. Nei quarti di finale Baroetto e i suoi compagni della Lancia fanno faville, vincendo per 15-12 contro la squadra francese di Arsac, Boyer, Lafayette e Di Vitto. Purtroppo anche loro devono cedere alla strapotere dei transalpini Millon e Pioz, veri fuoriclasse che nella semifinale, battono la quadretta di Baroetto per 18-5 e si ripeteranno anche in finale battendo l'altra formazione italiana di Camusso, Garino, Razore e Piccardo per 18-6. Ma in questa semifinale Baroetto da secondo bocciatore ne colpisce 8 su 15 mentre Pioz fa 10 su 10 con 4 ferme. E' stata questa la prima esperienza di Aldo in nazionale a livello mondiale, tutto sommato soddisfaciente, ma presto arriverà il tempo in cui nelle file dei 4 uomini d'oro, anche i francesi dovranno inchinarsi e lui sarà l'artefice di molti successi italiani entrando nell'Olimpo dei migliori giocatori di tutti i tempi.

Baroetto
Aldo Baroetto

La stagione 1957 è stata per Baroetto piuttosto opaca, poi passa alla S.I.S. di Torino e qui si prende tante sottisfazioni. Inizia la stagione del '58 con un successo prestigioso, la Targa D'Oro di Alassio, con Carrera, Primo Bertetto e Caudera, poi continua a vincere anche alla Coppa Città di Torino, un individuale che rimarrà nella memoria dei cultori della storia boccistica torinese, infatti Aldo batte in finale addirittura Umberto Granaglia. Ripeterà poi l'impresa contro il mitico Granaglia al campionato Italiano individuale, battendolo in semifinale, non riuscendo però a superare in finale Beppe Carrera. Vince anche l'individuale di Genova, dimostrando di non essere solo un puntatore eccellente ma anche un grandissimo colpitore.

Arriva poi il primo alloro europeo, con Carrera, Cuneo e Rivano, vince anche il titolo di Campione Europeo vincendo la Coppa Principe di Monaco disputata a Chiavari. Arriva così alla chiamata più importante, quella mondiale. Si gioca a Bruxelles in Belgio, dal 29 al 31 agosto, l'Italia si è aggiudicata l'anno precedente il primo titolo iridato e lo deve difendere, i francesi hanno il dente avvelenato. Per motivi legati a dissapori vari, Granaglia e Carrera vengono divisi, Carrera si prende Gaggero, Rivano e Cuneo, mentre Granaglia fa squadra con Macocco, Bauducco e Baroetto. Le formazioni di Zeppa e Serrando vengono eliminate nei quarti mentre le altre due vanno avanti, ed ecco in semifinale Baroetto ha l'onore di incontrare il mitico Gallarato, ma lo trova in una delle poche giornate storte della sua carriera, il fuoriclasse francese ne colpisce solo 10 su 17 con una ferma ed un pallino, la Francia viene ben presto travolta, l'Italia vince con un sonante 18-1. In finale incontra l'altra formazione italiana, quella di carrera, si preparano scintille fra i campioni del mondo in carica Granaglia e Carrera, Beppe ha infatti eliminato in semifinale la formazione di Silvio Pantanella napoletano residente in Francia, per 18-9. Carrera è nervoso, sbaglia ripetutamente alla fine un disastro per lui la media, solo 8 colpite su 18. Baroetto è per la prima volta campione del mondo. 18-9 il risultato finale. Non sarà un caso vederlo sul podio del mondiale, lo vedremo aggiudicarsi il titolo ancora 6 volte, dopo questo primo successo. Per Baroetto sta cominciando il periodo d'oro che lo vedrà mietere successi in tutta Europa.

Ma anche in campo nazionale non scherza, nel 1959 con la S.I.S. di Carrera, Caudera, Chianale e Roseo, si aggiudica il titolo Italiano di Società. All'estero trionfa nel torneo di Tolosa con Granaglia, Macocco e Bauducco e sale sul podio più alto anche nel Torneo di Montalban sempre con gli stessi compagni, in questa finale contro la quadretta francese di Fournier, Baroetto in veste di puntatore viene chiamato due volte alla bocciata, due ferme sul posto. Ma la storia continua e i successi fioccano. A Digione vince il suo secondo titolo Europeo con Granaglia, Macocco e Rivano.


 


Campionato Mondiale Senior - Bruxelles 1958 

 

 

 

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Avatar di ron
ron ha risposto alla discussione #9875 08/05/2012 20:34
Scusate se a volte non rispondendo alle vostre belle parole che spendete per elogiarmi (per il mio lavoro) posso sembrare scortese, è solo che leggendo e rileggendo i miei articoli in cerca di errori, non vado sempre nelle "Varie" per leggere i commenti. Vi ringrazio di cuore Capa, Cri e tutti gli altri. Si, avete ragione io gli articoli li scrivo con il cuore, perchè rivivo gli anni 60 e 70 quando ero un ragazzo ed un giovane di belle speranze, e scrivendo queste pagine mi sembra di ringiovanire di almeno quarant'anni. Poi ero un giocatore dei "liberi" ruolo bocciatore, noi giocavano nei terreni delle osterie, che sembravano più a dei campi di patate che non campi di bocce, a volte con le mie vecchie Boule D'Or, di 9.6 per 9.8 rigorosamente vuote riuscivo nel massimo della forma a colpire anche il 70%. Naturalmente quando arrivavano i fuoriclasse, io ero già lì ad attendere alla mattina del sabato che aprissero i cancelli, per ammirare medie da 90% dei vari granaglia, Carrera, Macocco, Andreoli, Benevene, Sinchetto, Botto, Clerico, Longo, Ghio e potrei continuare per chissà quanto. Magari avrei potuto divenire un discreto giocatore di serie "C", se non mi fossi innamorato del gioco più difficil del mondo, la Dama Internazionale gioco di cervello non inferiore agli scacchi che mi vide in Nazionale Italiana a difendere i colori azzurri dal 1975 al 1988. Dedicavo dopo il lavoro 4/5 ore di studio su libri russi che mi toglievano il tempo di giocare a bocce. Mah, chissà magari in un'altra vita.... Ciao, grazie di cuore, vostro Ron.
Avatar di capa
capa ha risposto alla discussione #9872 08/05/2012 14:43
Volevo rinnovare i complimenti a Ron che continua, ogni volta, a tenermi attaccato al video, mi appassiona il suo modo di scrivere e il modo di trasmettere la sua grande passione che traspare dalle lettere dei suoi racconti,

GRAZIE!!!!!!

il nostro sport ha bisogno di Persone come te!!!!

capa
Avatar di Cri_voltri
Cri_voltri ha risposto alla discussione #9870 08/05/2012 14:08
davvero una lungaaaaaaaaa carriera x il mitico Baroetto..se contiamo che è nato nel 1825..:):)
scherzi a parte...volevo ringraziare Ron x i suoi racconti...che x noi giovani sono una vera "manna dal cielo"..è sempre bello sentir parlare di bocce...sopratutto quando si sentono anedoti e si rivivono partite che hanno fatto la storia del nostro meraviglioso SPORT!!
grazie Ron...

saluti a tutti...
Avatar di molivero78
molivero78 ha risposto alla discussione #9869 08/05/2012 13:28
... per chi non sapesse dove si trova Bardassano...
piccola frazione di circa 500 anime, sulla punta della Rezza del Comune di Gassino Torinese a pochi km da Castiglione T.se... dove abito!!!!!
ciao a tutti

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