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Macocco, il leone di Carmagnola 3/3

Macocco
Michelangelo Macocco

Il 1969 vede il ritorno nella stessa formazione nazionale di Granaglia e Macocco. I due ritrovano subito l'intesa e agli europei a Courthezon, (Coppa Principe di Monaco) schierano Granaglia, Macocco, Sturla, Benevene, e sono subito un rullo compressore. nemmeno i francesi Cheviet, Millon, Oliver, Bellivard, riescono a fermare gli azzurri la finale è infatti ad appannaggio degli italiani con il risultato finale di 3-2. Negli incontriindividuali, Granaglia si impone ad Oliver con il risultato di 15-12, mentre Benevene batte Cheviet 15-14, Benevene colpisce 11 bocciate su 17 con 5 ferme. Nel doppio, scontro fra grandissimi, Cheviet e Millon contro Granaglia e Macocco. La partita è tiratissima, pallini colpiti da Umberto e ferme incredibili di Michelangelo, un carreaux di Millon da tre punti, gli applausi sono continui. Purtroppo per noi, vincono i francesi per 15-9. Si va così sul 2-1 per gli italiani. Ma Cheviet è insuperabile e batte Granaglia nel secondo turno individuale per 15-10, ed è tutto da rifare, 2-2 L'ultimo incontro vede Benevene contro Oliver, il grande Franco stringe i denti e alla fine ha la meglio sul francese per 15-11 3-2 per l'Italia e gli azzurri si aggiudicano la Coppa Europa. Visto che il 1969 per il mondiale è l'anno di pausa,  in nostri campioni sono impegnati nei tornei internazionali. Da notare il successo di Macocco con Bragaglia,Franco e Vay nel prestigioso torneo di Place Arson a Nizza, bissato l'anno successivo, cosa non facile, con Fassina, Agiotto e Ferrero. Ma il 1970 segna anche la conquista del titolo italiano di società, per il Fiat di Macocco, fanno parte della formazione torinese, oltre al Leone di Carmagnola anche Vay, Bragaglia e Priotto. Il mondiale dopo la pausa, si disputa a Digione. Michelangelo fa parte della vittoriosa spedizione.  Con lui l'immancabile Umberto, l'infallibile Benevene, il funambolico Sturla, e Baroetto e Bragaglia a completare come puntatori fissi le varie formazioni che si alternano nel mondiale a quadrette. Non sono convocati e dichiarati "riserve viaggianti" i due campioni del mondo Andreoli e Gaggero. La cosa fa discutere parecchio. Infatti la nazionale parte così con un solo bocciatore di punta, Franco Benevene, con Sturla e granaglia di Spalla e ben tre puntatori, Baroetto, Bragaglia e Macocco, inserito in questo ruolo. Sul C.T. Andrea Robotti, si riversano le critiche, di non aver portato almeno Andreoli, colpitore con le medie più alte del mondo, mentre veniva convocato Aldo baroetto, poco allenato e quasi convinto di abbandonare l'attività. Vedremo che poi non sarà così, perchè il (vecchio) grande Aldo sarà capace di tornare ai successi anche nei campionati italiani assoluti in coppia con Granaglia nel 1971 e nel 1972 e con Andreoli,Paletto e Granaglia vincerà anche quello a quadrette nel 1972 e quelli di società con la Pianelli Traversa nel 1971, 1972, 1977 e 1978 quindi ben lungi dal ritirarsi. Ma torniamo a quel mondiale, le critiche al C.T. si affievoliscono subito. L'Italia viene inserita nel girone con Marocco,Belgio,Svizzera e Jugoslavia. Superato brillantemente il girone, gli azzurri incontrano sul loro cammini in semifinale l'Algeriadi Zekrini,Benjalima,Djadel,ed Ardeche. LItalia schiera Benevene, Macocco, Granaglia e Baroetto. La partita risulta una passeggiata, il risultato finale, 15-2. Macocco deve bocciare solo una volta, guarda caso si presenta con una ferma sul posto. Due ferme anche per Granaglia e Benevene. ma la sorpresa è l'altra semifinale, dove il Marocco ( Bouri,Haller,Collomb,Guarino) ha la meglio della Francia (Millon,Cheviet,Oliver,Bernard) con il punteggio di 15-12. Per la finale l'Italia conferma la formazione della semifinale, mentre il Marocco sostituisce Haller con Bourges. Ma l'Italia è un rullo compressore, ottine lo stesso risultato della semifinale e vince per 15-2, bastano 8 bocciate colpite da Granaglia e 11 da Benevene con 3 ferme per spazzare via il pur bravo Marocco.

Macocco

Questo è per Michelangelo Macocco l'ultimo suo titolo iridato. Con questo fanno 7 !!! Dietro solo a Granaglia, Sturla e Bragaglia, come titoli vinti, a questi vanno aggiunti i 5 titoli europei.  Ma Michelangelo non demorde, anche se non sarà più schierato in nazionale per lasciare spazio ai giovani, dimostra sempre il suo valore, e permettetemi un mio modesto parere, se Michelangelo fosse stato ancora schierato dalC.T. avrebbe potuto benissimo raggiungere 8 o 9 titoli iridati. Infatti il suo apporto sarebbe stato determinante visto l'andamento dal 71 a fine carriera del campione di Carmagnola. Nel 1972 infatti rivince il titolo di campione italiano di società questa volta con la maglia della Pianelli Traversa con i compagni Granaglia,Paletto,Andreoli e Suini, rivince per l'ennesima volta il torneo di Nizza già vinto nel 61, 62, 69 e 70, questa volta con Aghem, Ansaldo e Russo, battendo in finale la Pianelli Traversa di Granaglia e Andreoli, per 13-8, e se lo aggiudica per la sesta volta due anni dopo sempre con gli stessi compagni, vince poi la targa d'oro di Alassio nel 1975 con Aghem, Bruzzone e Caudera. Tornando al 1972 arriva in finale a Place Bellecour (Lione) sempre con Andreoli, Granaglia e Paletto, vince il torneo internazionale Versoud a Grenoble sempre con la stessa formazione sopra citata, secondo nell'internazionale di Belley in Francia, vince poi a Genova-Arenzano la gara naz. a quadrette "Toso" arriva in finale nella gara nazionale a Biella, secondo anche in quella di Asti, vince poi l'internazionale di Alès in Francia con Granaglia,Baroetto e Paletto, vince il torneo degli asssi di Torino S.I.S., e per finire il grande torneo internazionale di GAP con Granaglia, Andreoli e Paletto, bissando il successo ottenuto nel 1968 con Benevene, Selva e Grangetto. Nel 1973 si accasa alla Lancia primo anno di partecipazione di questa società al trofeo "Martini", con Aghem, dove abbiamo visto vincerà ancora molto. Si conclude qui la nostra breve storia per narrare una lunga carriera di un grande campione del Boccismo italiano ed internazionale. Non ce ne voglia Michelangelo se abbiamo dimenticato di elencare alcune sue vittorie, ma non è facile ricordarle tutte, visto che il suo Palmares è senza dubbio fra i più ricchi della storia. Grazie ancora a Michelangelo Macocco, per aver scritto fra le più belle pagine della storia delle Bocce sia in Italia che all'estero.

 


 


 

 

 

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