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Macocco, il leone di Carmagnola 2/2

Macocco
Michelangelo Macocco

Il 1961 per macocco è anche l'anno del successo nel campionato italiano a coppie, con Colombino un compagno che trova affiatamento con Michelangelo. I due successi a coppie 60 e 61 lo dimostrano. Ma facciamo un passo avanti ed arriviamo al mese di luglio 1962. Sui campi della Eternit di Casale Monferrato, si disputa l'ottava edizione della Coppa Europa Principe di Monaco valevole per il titolo europeo. Macocco con i soliti compagni, Granaglia, Baroetto e con rivano al posto di Bragaglia, consueto compagno invece per il titolo iridato, non si lascia sfuggire la ghiotta occasione di aggiungere al suo Palmares il suo quarto successo continentale. Nello scontro conclusivo con la Francia gli azzurri fissano il punteggio finale sul 4-1. Ma i soliti noti, colpiscono anche nel mondiale 62, disputatosi a Gerona dal 25 al 28 ottobre. Granaglia, Macocco, Bragaglia e Baroetto, vengono sopranominati dagli stessi francesi " Les Toreaurs de Turin" i tori di torino. In semifinale devono eliminare i connazionali Carrera, Cuneo, Gaggero, Rivano che danno ai campioni del mondo in carica, dasvvero filo da torcere, il punteggio fianale per la quadretta di Macocco sarà di 15-10. Michelngelo colpirà 8 bocciate su 10 mentre il suo rivale (secondo bocciatore) Carrera 9 su 15. In finale, manco a dirlo per rimanere in tema di fiere, il Toro della Pepinière, Robert Millon. che con Carret, Queron e Rouffia, cerca fino all'ultimo di dare filo da torcere al nostro Leone di carmagnola. Niente da fare, alla fine la nostra quadretta avrà la meglio per 18-12 e macocco dovrà andare al tiro solo 4 volte, colpendone 3. per concludere la stagione alla grande, Macocco si aggiudica la Classica di Nizza, a Place Arson con Granaglia, Bragaglia e Nepote. Una stagione davvero esaltante col grande slam Europeo /Mondiale senza dimenticare il successo a inizio stagione nella targa d'oro di Alassio sempre con Granaglia, Bragaglia e Nepote. Per quanto riguarda la stagione successiva, sembra la fotocoppia di quella precedente. Mondiale, Europeo, e titolo di società, infatti col Fiat si aggiudica lo scudetto, con lui i compagni che avevano concluso la stagione con la vittoria di Nizza. Per quanto riguarda la nona edizione della Principe di Monaco, la stessa formazione vincente nel 62 trionfa anche nel 63 a Gap contro la formazione capitanata da Millon, con Imbert, Trinchero e Rouffia. Per Macocco è il 5° titolo europeo, poi a Tolosa dal 13 al 15 settembre si disputa il mondiale e qui i quattro uomini d'oro umiliano in semifinale i transalpini Marty, Rivoire, Verchere, Carret, col punteggio di 15-4.  Macocco ne colpisce 6 su 8. In finale contro l'astro nascente Cheviet, che sui era messo in mostra nei campionati nazionali, battendo la quadretta di Milon in semifinale, paga l'inesperienza di un torneo iridato. Cheviet non va oltre i 3 centri su 9 bocciate, Pantanella è disastroso e ne colpisce solo 4 su 13 mentre Queron ed Imbert nulla possono contro gli accosti di Bragagliae  Baroetto. Macocco è perfetto 6 su 6 Granaglia sempre stratosferico, 13 su 16. Quatro mondiali e tre europei consecutivi sono il bottino dal 60 al 63 per Macocco, davvero qualcosa di incredibile e difficilmente eguagliabile. Tutte le cose belle hanno purtroppo una fine. Ed anche la successione di vittorie dei quatro uomini d'oro, deve finire, e la serie dei loro successi viene interrotta in concomitanza con l'esplosione della stella francese Bernard Cheviet. Per risalire la china e tornare a grandi successi, bisogna essere dei fuoriclasse, specialmente quando si è già vinto tutto, e macocco è un vero fuoriclasse.

Macocco

Nel 1964, Granaglia si accasa alla Pianelli Traversa mentre Macocco, rimane al Fiat. I due campioni diventano così avversari in campo nazionale. Non voglio dilungarmi sull'incomprensione nata fra i due in campo internazionale, che sfocerà nel 1965 a Losanna durante i mondiali e che segnerà le sorti dei due campioni. Non spetta a me dare ragione o torto ad uno o all'altro, ma come succede in tutti gli sport, quando sue giocatori raggiungono una grande popolarità, gli attriti sono inevitabili, vedi Coppi e Bartali per il ciclismo, Rivera Mazzola per il calcio, mentre per le bocce già ce ne erano stati, vedi quelli fra Carrera e lo stesso Granaglia, e quella fra Millon e Cheviet. Ma Granaglia e Macocco dimostrano ognuno per la propria strada di continuare a vincere vedi il successi di Michelangelo nella Targa d'oro di Alassio nel 1965 col Fiat di Vay, Quirico e Motto, l'Internazionale di Bourgoin dove Macocco ha trionfato sempre nel 1965 con Rivano, Quirico e Morelli, ma anche insieme i due campioni tornano a vincere, capita a Lione Place bellecour dove alla scala delle bocce trionfano con i compagni Bragaglia e Chianale, sempre nel 1965. Ma per Macocco. Il Fiat, senza Granaglia, ottine il successo nell'Internazionale di Voiron e se lo aggiudicano Macocco, Motto, Bragaglia e Mollo, mentre ancora una volta insieme Macocco e Granaglia con Baroetto Bragagliaed il ligure Molinaari si aggiudicano il toneo di Annecy, i quatro uomi d'oro sono tornati per un momento insieme. /-6 il risultato finale dell'incontro per gli azzurri sulla Francia di Millon, Cheviet, Imbert Queron. Nel Trofeo "Viale" di Torino, Macocco e Motto, battono in finale Granaglia Caudera per 15-11. Tanti, tanti successi per il Leone di Carmagnola. Ma se provate a chiedergli, quale è stato quello che ricorda con più grande piacere, vi sentirete rispondere, il Mondiale 1968. Questo perchè dopo le incompatibilità nate con Granaglia durante i mondiali di Losanna e Casablanca che hanno portato la Federazione a dividerli e farli giocare in formazioni nazionali diverse, la rivincita morale per Macocco doveva arrivare proprio a Torino nel 1968. Cosa di più bello vederli uno contro l'altro combattere per il titolo iridato. E come si dice in questi casi, "Vinca il migliore" e se indiscutibilmente a fine carriera il Palmares darà ragione a Granaglia, per una volta almeno, il N°2, diventa N°1. Il mondiale di Torino si è svolto dal 26 al 29 settembre al Palazzetto dello Sport al Parco Ruffini. Mentre la quadretta di Granaglia elimina in semifinale io monegaschi, Macocco cvon l'ausilio di Gaggero, Sturla ed il giovanissimo beppe Andreoli, soli 21 anni, si sbarazzano della seconda formazione di Monaco. Pensate i francesi di Cheviet arriveranno solo quinti, l'altra formazione transalpina, quella di Riviere addirittura settima. La finale, come detto tutta azzurra. Italia I (Granaglia,Benevene,Baroetto,Bragaglia) Italia II (Macocco,Gaggero,Sturla,Andreoli) La partita dura 4 ore e 21 giocate. Lo score ha dell'incredibile. Granaglia si trova sotto di 14-4 e si va come al solito ai 18 punti. Poi come al solito, Umberto comincia la rimonta: 14-6, 14-8, 14-12, Macocco stringe i denti e torna ad allungare 16-12. Dunque 16-13 e poil'ultima manche, una bocciata con ferma sul posto di Sturla a 26.40 ! Sia Benevene che Granaglia mancano il pallino salvezza, è il 18-12. Alla fine Andreoli farà segnare 24 su 28, con 5 ferme, Sturla come secondo bocciatore 10 su 15 Benevene 23 su 36, in netto calo rispetto alle medie di cui è capace, Granaglia 15 su 22 con 2 ferme e un pallino. baroetto 6 su 10 con 2 pallini. Macocco è chiamato una volta sola alla bocciata ed essendo freddo, la sbaglia. Per Michelangelo Macocco è il sesto titolo iridato.

(continua)

 


 


 

 

 

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walter ha risposto alla discussione #8201 15/03/2012 04:12
Ciao Ron, quel 1961 a Biella fu fatale per la nostra coppia (Aostana, composta da perruquet e Duilio Toma' ) che persero proprio contro Colombino e Macocco. Possiedo anche quattro foto che hanno immortalato quell'incontro. Tra l'altro il nostro Toma' era il fratello del più famoso Sauro del Grande Torino. Saluti da Walter (Aosta).

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